Guida a "La Nascita Di Venere" di Botticelli

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Introduzione

Dipinto a tempera su lino nel 1482-85 e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze, "La nascita di Venere" di Sandro Botticelli è un capolavoro rinascimentale e della storia dell'arte tout court. Il pittore ruotava attorno alla corte medicea di Lorenzo il Magnifico, per il quale diede vita a numerose opere. Nella fattispecie, questo quadro potrebbe essere stato dedicato a Maria Margherita, una bambina della famiglia Medici nata in quel periodo. Inoltre, l'opera rappresenta il prototipo toscano di pittura su grande tela. L'importanza e la fama del dipinto sono tali che vale la pena analizzarla più approfonditamente in questa guida.

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Genesi

"La nascita di Venere" si ritiene anteriore a un altro capolavoro botticelliano, "La primavera", per quanto non manchino le ipotesi contrarie. Vero è che entrambi si fanno risalire con ragionevole certezza al periodo successivo alla parentesi romana, durante la quale Botticelli affrescò la Cappella Sistina (1482). Del resto, sono databili prima della fine del '400 le tre repliche di bottega che sono sopravvissute fino ai giorni nostri.

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Fonti

Molto probabilmente la fonte del quadro è da ravvisare nelle "Stanze" di Poliziano, lo scrittore mediceo per eccellenza. Ambedue le opere si rifanno a elementi presenti in Ovidio, Esiodo e Lucrezio. Alla stessa stregua di Poliziano, anche l'interesse di Botticelli è rivolto alle figure del mito e alla natura. La posa della dea richiama il dipinto perduto di Apelle ("Venere Anadiomene"), nonché una scultura marmorea di Prassitele, "Afrodite cnidia".

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Descrizione

Piuttosto che alla nascita di Venere, qui si assiste al suo approdo all'isola di Cipro. Il soffio della passione di Zefiro, vento che s'accompagna alla sua amante (il vento Bora o la ninfa Clori), sospinge con grazia la conchiglia sulla quale viaggia Venere. Sulla riva una casta ancella, Ora, è ritratta nell'atto di donare a Venere un manto rosa tempestato di fiori. Si ritiene che il bel volto della dea sia ispirato ai lineamenti di Simonetta Vespucci, donna bellissima morta a soli 23 anni, mentre lo sfondo riprende probabilmente il Golfo della Spezia.

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Interpretazione

Opera vicina al pensiero neoplatonico di Marsilio Ficino, che gravitava attorno alla corte medicea, "La nascita di Venere" è un'allegoria dell'amore come forza motrice della natura, ragion per cui la nudità della dea è da ricondurre al concetto di humanitas. Così, Venere rappresenta la bellezza e la nobiltà dell'anima, la purezza e la semplicità. Del resto, secondo il neoplatonismo l'amore della Bellezza conduce direttamente a Dio.

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Stile

Come ritagliate su sfondo bidimensionale, le figure ritratte compongono un quadro perfettamente bilanciato: il vento della passione fisica è equilibrato dalla bellezza spirituale, mentre Venere rappresenta la sintesi delle componenti. Quest'armonia è ripresa dalla grazia delle linee e dalla delicatezza con cui si gonfiano le vesti e vengono scompigliati i capelli. Non interessato alla resa prospettica né all'anatomia, Botticelli affida alle forme nette e alla grazia delle linee il compito di dare dinamismo alle figure.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Sulla Venere del Botticelli ci sono diverse interpretazioni. Tuttavia, la bellezza dei colori, le linee morbide, la perfezione dei soggetti, sono il punto focale dell'intera opera.

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