Grammatica latina: la formazione dell'avverbio

Tramite: O2O 18/02/2016
Difficoltà: media
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Introduzione

La stragrande maggioranza delle lingue parlate in Europa, e successivamente diffuse nel mondo, sono lingue dette neolatine, perché derivanti dalla lingua latina, cioè quei linguaggi utilizzati dai primi italici e dai romani al tempo dell'impero, ma anche in seguito. Questa lingua rimase in vigore per molto tempo, soprattutto in Italia, paese in cui resistette fino a che il Volgare non prese il sopravvento. Al giorno d'oggi, il latino viene ancora studiato da molti alunni delle scuole superiori, in genere col fine di far conoscere l'origine di molte parole presenti ai giorni nostri, e le scuole in cui si studia sono principalmente i Licei, tra cui il classico, lo scientifico e quello di scienze umane, ma questa lingua è spesso integrata con dei corsi anche al Liceo linguistico. Come in tutte le lingue, anche la grammatica è presente nella lingua latina, e ora andremo a vedere come avviene la formazione dell'avverbio.

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Occorrente

  • Libro di Grammatica Latina
  • Quaderno
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Innanzitutto bisogna avere comunque una piccola base di studio di latino. Fatta questa premessa, gli avverbi si formano dagli aggettivi aggiungendo al genitivo senza la terminazione, i vari suffissi che sono: "e", "er", e "iter".
Il comparativo dell'avverbio di solito coincide con il comparativo neutro dell'aggettivo, nella parola si crea come finale "ius". Mentre invece il superlativo dell'avverbio si forma con la terminazione "e" che sostituisce "i" del genitivo singolare dell'aggettivo superlativo. È possibile visionare anche una lezione di latino cliccando sul link in fondo alla guida. Passiamo alla seconda parte della guida.

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Abbiamo diversi tipi di avverbi: avverbi di modo, di tempo, di quantità, e di luogo.
Gli avverbi di modo servono a determinare la qualità dell'azione, la maggiore parte sono tutti di derivazione aggettivale.
Gli avverbi di quantità servono a determinare la quantità e sono usati correlativamente. Bisogna fare sempre attenzione al finale della parola.
Gli avverbi di luogo servono ad indicare dove essa avviene, il luogo da cui si arriva. La maggior parte di questi avverbi derivano da pronomi.
Mentre invece gli avverbi di tempo servono ad indicare un'azione di tempo, indicando quando si verifica e la durata. Possiamo passare alla terza ed ultima parte della nostra guida.

Continua la lettura
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Nonostante tutto di solito il superlativo degli avverbi esce sempre in "e", nel caso in cui negli avverbi derivati dagli aggettivi, la parte finale "e" si sostituisce in "us". Sul vostro tavolo di lavoro tenete sempre vicino il libro di grammatica, in modo tale che se dimenticate qualcosa potete sempre ripassare velocemente i punti che avete dimenticato.

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