Grammatica latina: il doppio accusativo

Tramite: O2O 15/11/2021
Difficoltà: difficile
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Introduzione

La lingua italiana deriva dalla lingua latina che venne parlata dal tempo dell'Antica Roma fino al Medioevo e poi ancora dai dotti fino al 1700/1800. Altre lingue che derivano direttamente dal latino sono lo spagnolo, l'inglese, il rumeno e le altre lingue romanze. Forti influenze della lingua latina le ritroviamo anche nell'inglese, nel tedesco e nelle altre lingue germaniche (olandese, danese, norvegese eccetera) e persino nel russo e nelle lingue slave.
All'interno di questa guida, analizzeremo spiegando passo per passo, nel modo più elementare possibile, in cosa consiste, nella grammatica latina, il doppio accusativo.

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La grammatica latina

La grammatica latina non è una semplice: essa è costituita da varie tipologie di periodi e frasi che assumono significati differenti da quelli che oggi noi utilizziamo. Molti costrutti latini, sebbene sembrino simili a quelli della nostra grammatica italiana, si discostano del tutto dalla loro vera essenza. Soprattutto per gli studenti, imparare la grammatica latina è una questione complicata. Tuttavia capire i meccanismi delle lingue del passato, ci aiuta molto anche ad esercitare il nostro cervello, a renderlo più connesso, più attivo. Dunque è necessario conoscere il latino a prescindere se siete studenti o meno. Ricorrete ai libri di grammatica latina e poi servitevi di queste poche righe per avere ulteriori chiarimenti in merito.

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La declinazione in casi nella lingua latina

Com'è noto, nella lingua latina esistono le declinazioni dei sostantivi nei vari casi. Una parola (sostantivo, aggettivo o pronome), cioè, avrà una desinenza finale variabile a seconda che la stessa sia utilizzata all'interno della frase come soggetto (caso: nominativo), complemento di specificazione (genitivo), complemento di termine (dativo), complemento oggetto (accusativo), complemento di vocazione (vocativo) o altri complementi vari (ablativo, eventualmente preceduto da preposizioni).

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L'accusativo

L'accusativo è uno dei sei casi sopra elencati. È uno degli elementi più complessi, poiché è costitutivo di molte costruzioni sintattiche particolari, oltre ad avere molteplici significati in base alle preposizioni ad esso associate e al tipo di complemento che si vuole esprimere. Ogni tipologia di predicato prevede un suo ruolo differente; ha funzione di accusativo "esterno" quando fa riferimento ai verbi affettivi, verbi di moto e verbi di sensazione; ha la connotazione di accusativo "dell'oggetto interno" quando il verbo e il complemento oggetto posseggono la stessa radice (es. Pugnare pugnam = combattere una battaglia), mentre, quando è associato a verbi completamente impersonali, è spesso accompagnato dal genitivo ed assume il significato di "chi compie l'azione".

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Il doppio accusativo

Uno di questi significati particolari è contenuto anche nel costrutto del doppio accusativo; esistono due differenti tipologie di quest'ultimo: quello del complemento oggetto e del predicativo dell'oggetto, e quello della persona e dell'oggetto.

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Il doppio accusativo nei verbi affettivi, appellativi ed estimativi

Un primo modo di utilizzo del doppio accusativo è caratteristico dei verbi affettivi, appellativi ed estimativi, ad esempio: "Certiorem aliquid facere" (in italiano diremmo "Informare qualcuno di qualcosa", quindi useremmo un accusativo ed un genitivo oppure "dire qualcosa a qualcuno", quindi un accusativo ed un dativo, però in altre lingue moderne rimane il costrutto del doppio accusativo, pensiamo all'inglese: "tell someone something"),.

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Il doppio accusativo nei verbi rogandi ed altri

il secondo, invece, è sostenuto dai verbi "doceo", "edoceo", "celo", "peto" e dai verbi rogandi (posco, rogo ecc.); ad esempio, si avrà un'espressione del tipo "edoceo aliquid aliquem" (Insegno qualcosa a qualcuno). Anche qui, se pensiamo all'inglese, ritroviamo costruzioni simili anche in una lingua moderna: to teach someone something.

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La doppia costruzione dei verbi rogandi

Infine, è importante sapere che i verbi rogandi, pur sostenendo la regola del doppio accusativo, possono, in determinati casi, prediligere la formulazione con il "de + ablativo", pur mantenendo lo stesso significato. Il medesimo ragionamento va applicato a "doceo" e "celo", mentre "peto", in alcuni casi, predilige la formula a/ab (o e/ex) + ablativo.
Anche qui viene subito in mente l'analogia con l'inglese, in cui posso dire: to teach someone something, oppure (scambiando l'ordine) to teach something to someone.

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