Grammatica latina: come tradurre il dativo di possesso

Tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il latino è una delle lingue più affascinanti della letteratura mondiale. Molte persone hanno avuto la fortuna di studiare questa lingua al liceo e di approfondire le regole basilari. Lo studio della lingua latina dà la possibilità di capire le origini dell'italiano ed i significati etimologici di alcuni termini che vengono utilizzati quotidianamente. Soltanto andando a ricercare l’origine della grammatica latina, che per alcuni versi si discosta da quella italiana, si possono capire le regole e talvolta anche le particolarità. Lo studio della sintassi dei casi in latino è abbastanza variegato. Uno di essi riguarda il dativo di possesso all'interno di determinate proposizioni. Questo dativo accompagna sempre il verbo "sum" (io sono) nelle varie coniugazioni. Il dativo possessivo, a differenza dell'italiano, mette in evidenza sempre la cosa posseduta. Leggendo questo tutorial si possono avere alcuni utili consigli e delle corrette informazioni su come è possibile tradurre il dativo di possesso, con le relative implicazioni.

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Verbo

La prima cosa da sapere è che in latino il verbo "sum" nel dativo di possesso si traduce come sostituto del verbo "habeo". Esso infatti svolge, nella maggioranza dei casi, la stessa funzione del corrispettivo "avere" nella lingua italiana. In latino però se si vuole indicare il "possesso" oppure uno specifico oggetto si deve utilizzare una formulazione del periodo completamente diversa. Il corretto riconoscimento di questo costrutto non è sempre immediato. Quando il soggetto che possiede l'oggetto viene espresso con il caso dativo ed è accompagnato dal verbo "sum" alla terza persona singolare del presente indicativo si è di fronte al dativo di possesso. Generalmente soltanto uno studio attento può permettere di riconoscere in modo esatto il dativo di possesso. Così facendo non si corre il rischio di dare un senso sbagliato al discorso e commettere errori gravi di traduzione. Il dativo di possesso si può utilizzare in svariati casi, ad esempio cose astratte, cose concrete oppure nei versi poetici (vedi Virgilio e Cicerone).

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Soggetto

Entrando più nel dettaglio la formulazione del costrutto del dativo di possesso è così composta: dativo + verbo "sum" + nominativo. In questa formulazione il dativo assume la funzione di soggetto della frase, il verbo "sum" sostituisce il verbo "avere" ed il nominativo diventa complemento oggetto. Per rendere il concetto ancora più semplice alle persone che sono alle prime armi ecco un esempio: "Mihi est amicus". In questo caso il soggetto (io) è sostituito dal corrispettivo pronome in dativo "mihi". "Est" si trasforma nel verbo avere "ho" (nella frase in latino il verbo è alla terza persona singolare, ma si trasforma in prima persona singolare in quanto il soggetto è diventato ("io"). La traduzione letterale è "l'amico è a me"; in italiano non è corretto. Bisogna allora sostituire "io" "a me" e concordare il verbo con il soggetto quindi "ho" al posto di "è". La traduzione corretta è "ho un amico". È importante sapere che quando il soggetto non è esplicitato, cioè non è espresso con un sostantivo, viene utilizzato sempre un pronome personale. A questo punto si può facilmente e correttamente assemblare l'intera traduzione della frase.

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Ablativo

Per concludere è importante sapere che il dativo di possesso viene chiamato anche sum pro habeo. Ciò è dovuto al fatto che, come è stato detto precedentemente, si utilizza il verbo essere con il dativo invece del regolare verbo avere con il nominativo. Infine, si può fare ancora un piccolissima aggiunta a quanto è stato fin qui esposto. Se si vuole esprimere il possesso di qualità morali oppure intellettuali il dativo di possesso si esprime di preferenza con "insum o sum" costruiti con in + ablativo. Si può comunque utilizzare anche il semplice complemento di qualità. A volte quando si deve indicare una proprietà è preferibile utilizzare il genitivo. Seguendo le indicazioni di questa breve guida probabilmente è possibile svolgere senza problemi i compiti in classe e gli esercizi a casa. A questo punto non resta altro da dire se non augurare buono studio.

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