Grammatica latina: come tradurre il dativo di possesso

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il latino insieme al greco è una delle lingue più affascinanti della letteratura mondiale. Molti di voi hanno già avuto la fortuna di studiare questa lingua al liceo, e di approfondire le regole basilari. Iniziare ad avvicinarsi allo studio della lingua latina permette di capire quali sono le origini dell'italiano e i significati etimologici di alcuni termini che utilizziamo tutti i giorni. Infatti, soltanto andando a ricercare l’origine della grammatica latina, che per alcuni versi si discosta dalla nostra, si riesce a capire alcune regole ben precise e talvolta alcune particolarità. Una di esse riguarda una particolare funzione del caso dativo all'interno di determinate proposizioni. Andiamo quindi a vedere in questa guida come tradurre il dativo di possesso e le relative implicazioni su come poterlo tradurre.

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Innanzitutto occorre precisare subito una cosa. Il verbo "habeo" in latino svolge, nella stragrande maggioranza dei casi, la stessa funzione del corrispettivo "avere", nella lingua italiana. Attenzione alle peculiarità però: infatti quando in latino si vuole indicare il "possesso", ovvero la condizione che si possegga una determinata caratteristica soggettiva, o uno specifico oggetto, la grammatica latina utilizza una formulazione del periodo completamente diversa. Fate attenzione però che il corretto riconoscimento di questo costrutto non è sempre immediato, ma solo un buono studio può permettere di riconoscere in modo esatto la sintassi. È importante, comunque, che si riconosca adeguatamente ogni struttura sintattica, per evitare imprecisioni in merito al senso del discorso e, quindi, di commettere errori gravi di traduzione.

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Entrando più nel dettaglio delle versioni, la formulazione del costrutto del dativo di possesso è composta da: dativo + verbo "sum" + nominativo. In questa formulazione, il dativo assume la funzione di soggetto della frase, il verbo "sum" assume la funzione di "avere", mentre il nominativo diventa complemento oggetto. Per rendere il concetto ancora più semplice, soprattutto per chi è alle prime armi, riportiamo un esempio chiave: "Mihi est multa fama". Come spiegato in precedenza, "mihi" diventa soggetto, quindi "Io", "est" diventa verbo avere, dunque "ho" (anche se nella frase il verbo in latino il verbo è alla terza persona singolare, si è trasformato in prima persona singolare perché il soggetto è divenuto "Io"). Con quanto fino a qui esposto, possiamo quindi facilmente e correttamente assemblare l'intera traduzione della frase.

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Infine per concludere, possiamo ancora fare un piccolissima aggiunta a quanto fino a qui esposto. In sostanza se si vuole esprimere il possesso di alcune qualità morali, e quindi non propriamente di un oggetto ben specifico, il dativo di possesso potrebbe lasciare spazio al costrutto sum + in + ablativo.
Con queste semplici regole siete ora in grado di tradurre il dativo di possesso nella lingua latina.

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