Grammatica: l'uso dell'indicativo

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

L'indicativo è il modo grammaticale attraverso cui si presenta la realtà, sia quella percepita come reale dal soggetto che la esprime, sia inoltre quella che risulta essere oggettivamente una constatazione fattuale. L'uso dell'indicativo è estremamente frequente nella lingua italiana, tanto da poter essere considerato come il modo più utilizzato, spesso abusato a sfavore del congiuntivo. L'Indicativo dispone di otto tempi: un tempo presente, due tempi futuri, e cinque tempi per il passato. In particolare questi tempi sono il presente, il futuro semplice e quello anteriore, l'imperfetto, il passato prossimo, il passato remoto, il trapassato prossimo e quello remoto. Vediamo più nel dettaglio cosa dispone la grammatica per quanto riguarda l'uso dell'indicativo.

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Il modo indicativo è suddiviso in tempi semplici e composti. I tempi semplici sono il presente, l'imperfetto, il futuro semplice e il passato remoto. I tempi composti sono invece il passato prossimo, il trapassato prossimo, il trapassato prossimo ed il futuro anteriore. L'uso di questi tempi è maggiormente frequente nelle frasi indipendenti, cioè quelle che hanno di per sè un significato, ma non ne è escluso l'utilizzo nelle frasi dipendenti (cioè quelle che dipendono dalla proposizione principale). Ad esempio: "So che Giulia non è stata promossa perché ha studiato poco la matematica" è una frase che esprime in maniera chiara un fatto conosciuto dal soggetto.

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Per quanto riguarda il tempo presente del modo indicativo, spesso viene usato per indicare un' azione, un modo di essere o uno stato che esiste o che diventa esplicito nel momento in cui il soggetto lo esprime. Ad esempio: "Sono uno studente universitario", "Abbiamo molta fame", "Quelli che vediamo sono dei bellissimi fiori".
Un'ulteriore utilizzo del tempo presente si esplica nel momento in cui debba essere espresso un fatto universalmente vero o un avvenimento che avviene sempre in un determinato periodo, ad esempio: "Il pipistrello è un mammifero", "chi troppo vuole nulla stringe".

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Per quanto riguarda l'uso del passato, si utilizza il passato remoto per indicare avvenimenti avvenuti in un passato lontano e che non hanno rapporti espliciti con il presente. Scopo del passato prossimo invece è quello di visualizzare un 'azione passata come un evento compiuto e concluso nel passato. Ad esempio si può dire "Ieri sono andato al cinema", "l'altro giorno ho mangiato la pizza", "due giorni fa ho incontrato Sergio".

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Il trapassato prossimo invece è una forma verbale che indica la compiutezza di una azione avvenuta nel passato oppure l'anteriorità temporale di un evento rispetto ad un momento passato. Un esempio può essere il seguente:" Ieri ho ricevuto il buono sconto che avevo richiesto il giorno prima". Il trapassato remoto, serve ad indicare dei fatti che si sono svolti poco prima di un momento indicato nel passato remoto. Troviamo poi l'imperfetto, solitamente un verbo utilizzato ampiamente nei romanzi: indica situazioni ed abitudini considerate in un tempo passato, ed è la forma più adatta da utilizzare per descrivere dei fatti avvenuti nel passato.

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Infine abbiamo il futuro semplice e quello anteriore. Il futuro semplice indica situazioni ed eventi presenti e futuri che in qualche modo possono risultare incerti ad esempio possiamo dire "Domani andrò a Roma, stasera dormirò tutta notte, Mirko giocherà a calcio". Il futuro anteriore invece, indica eventi esperienze e fatti considerati come compiuti ma che si trovano nell'ambito dell'avvenire. Alcuni esempi possono essere i seguenti:"Domani a quest'ora, Marco sarà già andato a casa", "Manuel non c'è sarà andato alla partita di calcio".

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • L'indicativo può essere usato sia nelle proposizioni principali che in quelle secondarie;
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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