Grammatica italiana: la punteggiatura

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Nella grammatica italiana la punteggiatura, quando si scrive, è indispensabile per comprendere subito il pensiero di chi scrive ed anche i vari accenni che lo caratterizzano. Per spiegarci meglio, la punteggiatura serve a farci fare nel discorso scritto le varie pause che solitamente facciamo nell'esprimerci; senza le pause i nostri discorsi sarebbero monotoni, lineari, senza espressioni e colori; così anche gli scritti, senza le pause sarebbero incompleti e privi di significato reale. La punteggiatura è un interpunzione: pungere in mezzo; infatti quando mettiamo la punteggiatura non facciamo altro che mettere dei segni tra una parola e l'altra.

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Il punto

Il punto fermo indica la fine di un periodo, il completamento di un pensiero. Il trattino di linea serve per unire due parole diverse; esempio: italo-francese. Poi ci sono le virgolette, usate per riportare citazioni altrui. Le parentesi tonde servono a contenere una frase complementare che non ha nulla a che vedere con il resto del periodo. Il tratto di linea (differente dal trattino, perché più lungo) si usa per rimpiazzare le virgolette tra una parola e l'altra e per sostituire le parentesi. Infine la dieresi si usa per individuare la separazione tra due vocali, un dittongo che va pronunciato con una sola emissione di fiato.

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Il punto è virgola

Il punto è virgola determina una pausa più lunga, si usa tra due enunciati coordinati di uno stesso periodo, di tanto in tanto si trova anche davanti alla congiunzione avversativa: ma;. I due punti indicano anch'essi una pausa, ma più che separare, lega le parti che divide più strettamente. Si utilizzano prima di citare parole altrui; per spiegare meglio un concetto; per elencare. Il punto interrogativo, lo dice stesso la parola è il punto di domanda, va messo per esprimere un dubbio. Il punto esclamativo esprime invece sorpresa, stupore, meraviglia e si usa generalmente dopo interazioni quali: ehi, eh, ahi, ah, oh.

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La virgola

I segni più importanti della punteggiatura sono: la virgola, che significa "verghetta", serve per le pause brevi di un discorso: è indispensabile quando si elencano aggettivi, nomi, verbi, etc. E per isolare un'apposizione, un vocativo, un inciso; esempio: Carloalberto, torna indietro! Oppure: Ieri, se ben ricordate, abbiamo analizzato i verbi. La virgola non si usa davanti alle congiunzioni né, e, o, quando uniscono elementi della stessa specie; tra un soggetto e il predicato; tra l'attributo e il nome; tra il predicato e il complemento; davanti ad un pronome relativo; esempio: il dipinto che hai in casa è di gran valore.

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