Grammatica italiana: i verbi transitivi e intransitivi

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Nella grammatica italiana i due pilastri su cui è costruita la frase sono il nome e il verbo. Se i nomi sono gli ingranaggi del linguaggio, il verbo è il motore che mette in movimento tutto il meccanismo. I nomi forniscono i personaggi e l’ambiente di una storia, ma finché non compare il verbo non succede nulla, è tutto fermo. Il verbo è dunque quella parola che fa capitare qualcosa, che fa agire, parlare o pensare le persone e le cose indicate dai nomi. E’ il verbo il vero centro della frase: non per nulla si deve partire sempre dal verbo per fare l’analisi logica di un testo e riconoscere il soggetto e i vari complementi. In questa breve e semplice guida, in particolare, vedremo come distinguere i verbi transitivi da quelli intransitivi, continuate a leggere per scoprire come fare!

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Occorrente

  • Vocabolario
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Per comprendere pienamente la differenza tra un verbo transitivo e uno intransitivo bisogna anticipare un argomento di analisi logica. Ogni frase è costruita intorno a un verbo e questo verbo ha un protagonista: la cosa, l’animale o la persona di cui si parla. Il protagonista della frase si chiama soggetto, esempio: “il gatto” miagola, “il cane” abbaia, “mia sorella” piange. Alcuni verbi prevedono un complemento oggetto; per individuarlo si parte dal soggetto, si aggiunge il verbo e ci si chiede: Chi? Che cosa? La risposta a questa domanda permette di trovarlo: es. Il gatto beve (che cosa?) il latte; Il cane rosicchia (che cosa?) un osso; Mia sorella vuole (che cosa?) un gelato.
Tutti i verbi che possono avere un complemento oggetto sono verbi transitivi. Tutti i verbi che non possono averlo, sono verbi intransitivi. I verbi transitivi hanno sempre l’ausiliare “avere”: es. Ha assaggiato, Aveva gradito, Avrebbe desiderato. Alcuni verbi intransitivi hanno l’ausiliare essere, altri l’ausiliare avere, non esiste una regola precisa: es. E’ entrato, Ha camminato, Siamo saliti, Hanno riso.

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Solo i verbi transitivi possono essere trasformati in forma passiva. In un film il regista sceglie l’inquadrata migliore, quella che gli permette di raccontare meglio la storia. Nelle frasi, chi parla o scrive è il regista del proprio discorso e può, in certe situazioni, decidere l’inquadratura: per esempio, cambiando la forma del verbo da attiva a passiva o viceversa, il regista può presentare come protagonista un personaggio (persona, animale o cosa) piuttosto che un altro. Ciò è possibile solo con i verbi transitivi, quelli che prevedono due personaggi, uno che compie l’azione di cui parla il verbo (il soggetto), e l’altro che ne subisce gli effetti (il complemento oggetto).

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Se colui che compie materialmente l’azione è anche il protagonista della frase, cioè il soggetto, si ha la forma attiva:
- Volere --> Tutti “vogliono” quel cagnolino. (Quel cagnolino = complemento oggetto)
- Afferrare --> Giorgia “ha afferrato” il martello. (Il martello = complemento oggetto)
Se, invece, chi subisce gli effetti dell'azione si trasforma da "complemento oggetto" in "soggetto", divenendo protagonista, la frase è in forma passiva:
- Volere --> Quel cagnolino “è voluto” da tutti. (Quel cagnolino = soggetto)
- Afferrare --> Il martello “è stato afferrato” da Giorgia. (Il martello = soggetto).

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • La forma passiva si forma con il verbo essere, seguito dal participio passato del verbo; quindi il passivo di un verbo è sempre costituito da due o anche da tre parole.
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