"Gli idilli" di Leopardi in pillole

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Introduzione

Senza ombra di dubbio Giacomo Leopardi è uno degli scrittori o poeti più studiati e più conosciuti di Italia. Molte delle sue opere sono entrate di diritto nella storia della prosa; le sue tematiche dettate dal disagio che provava verso se stesso, su una vita fatta di rimpianti e di sofferenze. Gli studiosi hanno inserito gli scritti del poeta di Recanati nella corrente filosofica del Pessimismo, prima incentrato sulla sua figura e poi allargato ad una concezione più mistica e universale. Il Leopardi iniziò a comporre versi fin da giovano, motivo per cui le sue raccolte sono numerose; gli Idilli è una una di quelle raccolte, scritta tra il 1819 e il '21. Con Idillio si intendeva poemi con ambientazione semplice, bucolica, praticamente pastorale. Ma egli ne fece una concezione molto più filosofica e poetica. Ecco in pillole una spiegazione di tutti i componimenti della raccolta "Gli Idilli".

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Partiamo col dire che "gli Idilli" comprendono sei poesie: La Sera del dì di Festa, Alla Luna, La Vita solitaria, il Sogno, Odi Melisso e l'Infinito. Alla Luna è composta metricamente da sedici endecasillabi sciolti, ed è una poesia di speranza e di ricordi malinconici. L'infinito è tutt'oggi la poesia più conosciuta e studiata di Leopardi. La riflessione sull'infinito è palese e il suo rapporto con "L'ermo colle" descrive in senso più stretto la definizione di idillio. Metricamente è composta da 15 endecasillabi sciolti.

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La sera del di festa, scritta a poca distanza dall'Infinito. Ha come tema principale il confronto tra la sua condizione di infelicità (paragonata alla notte, all'oscurità), a quella di un pastore che torna a casa dopo aver festeggiato il giorno festivo, quindi simboleggiando un'immagine di felicità e soddisfazione. La poesia si divide in 46 endecasillabi. Odi Melisso si compone in 28 endecasillabi, è fondamentalmente un dialogo tra Melisso e Alceta, pastori che si raccontano i propri sogni confrontandoli. Lo stile è molto più popolano e meno poetico, proprio per rendere l'idea del dialogo.

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Ne "il Sogno" invece vi è l'amore immaginato, quello idealizzato e sognato. Proprio come quando si sogna qualcosa di irraggiungibile egli sogna la sua amata e quando finalmente riesce quasi a toccarla si risveglia, trovandosi nella dolorosa vita reale. Si riporta automaticamente a "La vita Solitaria" in cui il poeta descrive tutta la sua amarezza per una vita in cui non sono gioie, non vi sono amori se non impossibili, e l'unica cosa che gli da conforto è la bellezza dei paesaggi della sua terra e della natura. È composta da 107 endecasillabi.

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