Filosofia: il pensiero di Levi-Strauss

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Difficoltà: difficile
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Introduzione

Claude Levi-Strauss era un noto antropologo, psicologo e filosofo. Nacque a Bruxelles da genitori francesi, trascorse l'infanzia e la prima giovinezza a Parigi, città in cui si laureò in filosofia nel 1931. Nella sua lunga vita effettuò numerosi viaggi fra Europa, Asia e America, fino alla sua morte avvenuta a Parigi nel 2009. Ecco una semplice e pratica guida su Filosofia: il pensiero di Levi-Strauss.

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Lo storicismo

Sul piano filosofico questa ricerca di invarianti lo conduce a scontrarsi anzitutto con lo storicismo, che giudica unico e irripetibile ogni evento storico. Per Lévi-Strauss invece la storia è una serie di variazioni meramente contingenti entro la gamma di possibilità offerta da strutture che restano costanti, atemporali. Ciò implica anche, in contrasto con una filosofia della storia divenuta in Occidente senso comune, che non esistono alcuna evoluzione sociale e alcun progresso, se non come mera illusione etnocentrica di chi guarda al passato credendo che esso abbia avuto il compito di preparare il suo presente.

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Le tre scuole

Tre scuole diverse confluiscono nello strutturalismo di Lévi-Strauss: la sociologia francese di E. Durkheim e M. Mauss, l'antropologia culturale di F. Boas, R. Lowie e A. Kroeber, e la linguistica strutturalistica di R. Jakobson. Lévi-Strauss ritiene infatti che il contrasto tra il positivismo di Durkheim e il particolarismo storico di Boas, possa essere superato purché si estenda all'antropologia la teoria sostenuta da Jakobson, secondo la quale la struttura costante di una lingua è data dal sistema di differenze che intercorre fra i suoi termini. Allo stesso modo, le costanti universali delle società umane che cercava Durkheim non devono essere individuate in ciò che le culture dei vari popoli hanno in comune, bensì nel carattere sistematico delle relazioni fra quelle loro differenze che Boas con tanta tenacia giustamente privilegiava rispetto alle generiche analogie. Ciò significa che le vere costanti sono rappresentate dall'invarianza nascosta delle relazioni intercorrenti tra le variabili.

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La fenomenologia e l'esistenzialismo

Lévi-Strauss ritiene inoltre, in polemica con la fenomenologia e l'esistenzialismo, che il senso vissuto che ciascun soggetto ha della propria cultura sia solo un ostacolo alla scoperta delle strutture invarianti di quest'ultima e debba pertanto essere posto rigorosamente in parentesi, almeno all'inizio della ricerca, dal momento che non esiste alcun metodo della comprensione vissuta che sia proprio delle cosiddette scienze dello spirito e opposto al metodo della spiegazione secondo leggi qual è praticato dalle scienze della natura.

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