Filosofia: il pensiero di Karl Popper

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Introduzione

Tra i maggiori filosofi del '900 riveste un ruolo fondamentale Karl Popper, personaggio molto controverso, nato a Vienna nel 1902. Estremo difensore del liberalismo, Popper mostra subito il suo interesse per la "dialettica" e per una "società aperta"; ciò che lo contraddistingue rispetto ad altri filosofi dell'epoca è il suo rifiuto per l'induttivismo, del verificazionismo e dell'emperismo logico. La prima opera di questo filosofo fu: La logica della scoperta scientifica, un'opera che rappresenta una critica ai pensatori del circolo di Vienna, di cui lui stesso aveva fatto parte. In questa guida dedicata alla filosofia cercheremo di esporre il pensiero di Karl Popper

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Occorrente

  • Studiare Popper tenendo conto della sua delusione nei confronti del materialismo storico di Marx
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Opposizione alla scuola dialettica di Francoforte

Una forte opposizione del pensiero di Popper è nei confronti della scuola dialettica di Francoforte. Lo scontro più importante si ebbe durante il Congresso sociologico tedesco a Heidelberg, nell'anno 1961. Durante questa occasione Adorno e la sua scuola espressero la loro teoria sul fatto che il "metodo" deve essere elaborato sempre sulla base di una effettiva configurazione dell'oggetto, e dunque il "metodo" non può in alcun caso rifiutare la "contraddizione" se l'oggetto è in se stesso contraddittorio. Per la scuola del razionalismo critico di Popper, invece, non esistono contraddizioni nella natura delle cose, ma solo nel pensiero.

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Storicismo e previsione tecnologica

Altra caratteristica che distingue Popper da altri filosofi è la sua contrarietà allo "storicismo", ovvero il rifiuto di qualsiasi tipo di previsione sul corso storico visto nella sua totalità. Popper infatti era un accanito sostenitore della "previsione tecnologica", che si basa sulla meccanica sociale gradualistica, dove ogni intervento è di dimensioni limitate e ha la possibilità di correggere tutti gli errori fatti.

Continua la lettura
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Falsificabilità e verificabilità delle teorie scientifiche

Secondo Popper è la falsificabilità e non la verificabilità a costituire il tratto distintivo delle teorie scientifiche. Il filosofo austriaco, infatti, parte da un assunto inderogabile, secondo il quale se nessun numero di esempi confermati può giustificare la "verità" di una proposizione universale, basta invece un solo esempio contrario a dimostrarne la falsità. Popper lancia così il "metodo ipotetico-deduttivo": ad ogni formulazione di ipotesi, deve seguire necessariamente il suo controllo empirico mediante una dovuta deduzione di fatti d'esperienza espressi in "asserzioni di base". Una teoria viene falsificata e quindi in questo caso abbandonata, se le "asserzioni di base" non risultano in accordo con l'esperienza. Se al contrario questo accordo risultasse, la teoria verrebbe assunta solo temporaneamente come vera, in quanto nell'arco del tempo potrebbe essere sempre confutata.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • A Vienna è possibile visitare il luogo dove Karl Popper riposa.

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