Figure retoriche: che cosa sono e come usarle

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il retore romano Marco Fabio Quintiliano intendeva le figure retoriche come degli scarti rispetto al linguaggio comune. D'altro canto, non possiamo non convenire con Gérard Genette, secondo il quale il linguaggio comune è così zeppo di deviazioni che le figure retoriche si annidano ovunque. Vero è che non è facile individuare la modalità secondo la quale una figura retorica devia rispetto al linguaggio, perché, per esempio, ci sono figure retoriche come l'asindeto che non si fanno carico di un vero e proprio scarto. Che cosa sono, allora, le figure retoriche, e come possiamo usarle? Questa breve guida s'incaricherà, per quanto possibile, di diradare ombre.

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Cosa sono le figure retoriche

Le figure retoriche sono forme espressive che rendono più efficace il messaggio attraverso uno scarto o salto rispetto al linguaggio comune. Per precisare questa definizione dobbiamo tornare a Genette, l'autore di un fondamentale testo di narratologia, "Figure". Diciamo con lui che una figura retorica individua una distanza tra segno e senso. Quando diciamo, per esempio, che "quella penna è buona", intendiamo immediatamente che una penna funziona bene o ha un buon tratto. Tuttavia, il significato cambia completamente se con "penna" vogliamo alludere per metonimia a uno scrittore. Ecco la deviazione di significato, la distanza tra segno e senso.

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Forme consolidate

Il problema è che esistono circa 300 figure retoriche. Per fortuna, sono solo un centinaio quelle che vengono usate più comunemente. Un testo o un parlato che ne faccia largo uso riuscirebbe pesante, oltreché ostico e criptico. Se è vero che una figura retorica crea un determinato effetto sul lettore, è anche vero che il linguaggio comune ormai si affida a così tanti modi di dire consolidati che senza accorgercene infiliamo figure retoriche ovunque. Se dico "è un secolo che non ci vediamo!", sto facendo uso di un'iperbole ("è un secolo") e di una metonimia, perché "secolo" sta per "un bel po' di tempo". Ma la forma è così cristallizzata che non appesantisce il parlato o lo scritto.

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Figure di pensiero e di significazione

Solitamente si distinguono 4 grandi famiglie di figure narrative: figure di pensiero, di significazione, di costruzione, di ritmo. Le figure di pensiero investono un'intera frase. Per esempio, la prosopopea si basa sulla personificazione di oggetti inanimati, la reticenza consiste in una brusca interruzione del discorso, con la preterizione si finge di non voler dire nulla di ciò che si sta trattando ma con ciò lo si evidenzia ("non ti dico la sorpresa..."). Le figure di significazione concernono il senso delle parole. Ricordiamo la metonimia e l'iperbole (su considerate); la litote, affermazione di un concetto per mezzo della negazione del suo contrario; l'antonomasia, sostituzione di un nome proprio con uno comune oppure il viceversa ("il Poeta" = Dante).

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Figure di costruzione e di ritmo

Le figure di costruzione vertono sull'ordine delle parole nella frase: l'anafora è la ripetizione di una o più parole all'inizio di frasi o versi successivi; l'ellissi è l'eliminazione dalla frase di elementi sintattici che sono facilmente ricavabili dal contesto; il chiasmo è la disposizione incrociata di coppie di parole secondo lo schema ABBA ("Ovidio è il terzo e l'ultimo Lucano"); l'anastrofe è l'anticipazione o posticipazione di un elemento della frase rispetto alla comune struttura sintattica. Infine, le figure di ritmo vertono sulla fonetica: l'allitterazione è la ripetizione di suoni all'inizio oppure all'interno di una o più parole consecutive o vicine fra loro; l'omoteleuto definisce l'identità di suono nella terminazione di due o più parole (la rima è un caso peculiare di omoteleuto); l'onomatopea è considerata una forma di armonia imitativa e consiste precisamente nella riproduzione di un suono associato a un oggetto o soggetto cui ci si riferisce ("il bau bau del cane").

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Le figure retoriche hanno il pregio di arricchire il linguaggio e di variarlo, ma se usate a profusione sortiscono l'effetto contrario.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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