Elementi di metrica: le rime

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Se sei alla ricerca di una breve guida, di semplice e comprensibile lettura, che possa fornirti una rapida indicazione sulla metrica e le rime, eccola a tua disposizione. Questa guida ti offre un facile riassunto sui più importanti elementi di metrica della lingua italiana: le rime. Leggere questa guida, affiancandola al tuo testo scolastico, potrà esserti utile per svolgere al meglio un compito di lingua e letteratura italiana e per interpretare ed analizzare in modo corretto un testo poetico.

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La prima cosa da chiarire per comprendere al meglio la metrica italiana e le rime è una definizione precisa della rima. Due termini si dicono "in rima" quando essi presentano due suoni simili partendo dalla sillaba sulla quale cade l'accento. L'accento è, in questo caso, un accento chiamato "tonico" poiché non è presente nella forma scritta della parola bensì è udibile solo quando la parola viene pronunciata.

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Le rime non sono tutte uguali: esse seguono, secondo la metrica, alcuni schemi precisi che vengono definiti "ritmici" poiché stabiliscono il ritmo delle rime nel testo, da un verso della poesia all'altro. Un primo schema ritmico molto famoso ed utilizzato nella poesia è quello delle rime baciate. Un esempio di rime baciate è: "amare", "parlare" (lo schema ritmico A - A, B - B, C - C). Un secondo esempio di schema ritmico è poi quello delle rime alternate: il primo verso è in rima con il terzo, il secondo verso è in rima con il quarto, alternando le rime: A - B, A - B. Un esempio di rime alternate, di verso in verso, in una poesia potrebbe essere: "giocare", "finire", "mangiare", "partire". Infine, un terzo esempio molto celebre di schema di rime è quello delle rime incrociate che seguono lo schema: A - B, B - A. Ad esempio: "fermare", "capire", "venire", "comprare". Questi sono gli elementi essenziali per comprendere l'affascinante mondo della metrica e delle rime nel testo poetico.

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Generalmente l'assonanza della rima è riscontrabile alla fine del vocabolo, sull'ultima sillaba. La regola delle rime, però, afferma che l'assonanza corrisponde alla vocale accentata. Per questo motivo le rime vanno riconosciute a partire dal suono vocale dei termini, e non limitandosi a leggere le parole scritte. Ad esempio, le parole "amare" e "giocare" sono in rima poiché, leggendole ad alta voce, potrai sentire lo stesso suono in seguito alla vocale accentata: "amàre", "giocàre". Al contrario, le parole "cornice" e "cimice", pur terminando con le stesse lettere, non sono in rima poiché gli accenti tonici cadono su sillabe diverse: "cornìce", "cìmice".

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