Divisione in sillabe: regole ed eccezioni

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Nella grammatica italiana uno dei problemi principali, soprattutto alle scuole medie ed elementari, è la sillaba. Infatti esistono regole ben definite non facilmente intuibili, che devo essere categoricamente seguite per far fronte ad eventuali compiti o interrogazioni su questo argomento. Attraverso questa guida ti fornirò tre utili consigli per effettuare una divisione corretta in sillabe della parola, enunciandoti alcune delle differenti regole ed eccezioni.

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Le eccezioni

La divisione in sillabe presenta anche alcune eccezioni, ad esempio: la lettera s nel raccoglimento non deve mai rimanere unita con la sillaba (cestino=ce-sti-no), una doppia consonante (tetto=tet-to) oppure le forme come: cn, lm, bd, mn, rc, tm, ng e nd (tecnico=tec-ni-co) devono rimanere separate e di fronte a tre o più consonanti si deve dividere la parola prima della seconda. In conclusione se si presenta un dittongo formato da queste sequenze ia, ie, io, iu, ua, ue, uo, ui o con le vocali invertite esse devono rimanere unite, mentre in un trittongo composto da ben tre vocali in fila, basta adottare il procedimento della consonante semplice.

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L'unità fonica autonoma

La sillaba è una minima unità fonica autonoma e distinta, composta da tre elementi fondamentali quali: attacco, nucleo e coda. La parte principale ossia il nucleo, fa parte di un'ulteriore unità denominata prosodica che dona attraverso i tratti soprasegmentali il suo ritmo e la sua intonazione. Essa può essere considerata aperta (quando termina per vocale), chiusa (quando termina per consonante), tonica (quando cade l'accento), tronca (quando la sillaba tonica è l'ultima), piana (quando la sillaba tonica è la penultima), bisdrucciola (quando la sillaba tonica è la quartultima), sdrucciola (quando la sillaba tonica è la terzultima) ed infine protonica (precede la sillaba tonica).

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La composizione

Infine dopo aver identificato la sua composizione analizziamo le prime tre regole principali. Se la vocale che introduce la parola è seguita da una consonante la divisione avviene in questo modo: unico=u-ni-co, perciò dovrai dividere la vocale dalla consonante. D'altro canto se la parola inizia con una consonante seguita da una vocale il raccoglimento dev'essere fatto a due a due, come in questo esempio: solo= so-lo, chiamasi consonante semplice. Infine se trovi dopo la vocale una doppia consonante, come nel caso della parola atletica, devi raccogliere la t e la l insieme alle e e poi proseguire come nel caso della consonante semplice.

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