Disturbi dell'attenzione: cosa sono e cosa fare

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'attenzione, in età scolare, sta alla base di una normale vita di gruppo. Bambini e ragazzi irrequieti ed incapaci di applicarsi ai compiti ed alle attività scolastiche, spesso vengono definiti iperattivi. Più facilmente si parla di maleducazione o di aggressività. Chi è affetto da disturbi dell'attenzione, ha anche difficoltà di apprendimento. Non è semplice riconoscere i disturbi dell'attenzione. Tuttavia, è essenziale saper distinguere questo problema, dalla naturale vivacità dei bambini. Questa breve guida aiuterà a capire cosa sono i disturbi dell'attenzione e cosa fare.

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Escludere problemi uditivi

Prima di parlare di disturbi dell'attenzione, occorre escludere qualsiasi problema di natura fisica, che possa interferire con la capacità di attenzione. È il caso di lievi deficit uditivi. A volte i genitori ignorano queste carenze, scambiandole per pura vivacità. Il bambino poco udente si adatta alla vita sociale a modo suo. Potrebbe chiudersi in se stesso oppure rispondere agli stimoli in maniera errata.

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Escludere problemi visivi

Anche la vista ha un ruolo importante nei disturbi dell'attenzione. Una carenza visiva, però si scopre più facilmente, anche in tenera età. Problemi di vista impediscono ai bambini e ai ragazzi di seguire le lezioni dal libro o scritte sulla lavagna. Il bambino, quindi, sembra svogliato ed annoiato. Queste situazioni ingannano facilmente genitori ed insegnanti. Si attiva, cosi, un circolo vizioso, che allontana la soluzione del problema.

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Escludere problemi funzionali

I disturbi dell'attenzione possono manifestarsi anche in caso di problemi funzionali, difficili da riconoscere. È il caso della dislessia. Il bambino ha difficoltà nella lettura e si rifiuta di leggere ad alta voce e di fare lavori di gruppo che includono questa importante capacità. Anche questa situazione è fuorviante. Il bambino viene indicato come maleducato ed incapace di relazionarsi con i compagni.

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Come intervenire

Per riconoscere la presenza dei disturbi dell'attenzione è fondamentale un buon rapporto tra scuola e famiglia. Occorre tralasciare ogni forma di pregiudizio ed ascoltare attentamente ogni indicazione sul comportamento dei propri figli. Occorre ricordare che a scuola i ragazzi, spesso, non hanno i "filtri" dell'ambiente domestico. Alcuni bambini si esprimono più liberamente a scuola e un buon insegnante saprà capire i vari segnali e avvertirà  la famiglia.

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Prendere consapevolezza del problema

Per affrontare efficacemente i disturbi dell'attenzione, occorre essere consapevoli di questa situazione di disagio del proprio figlio. Solo in questo modo si può concordare con il medico di famiglia e la scuola il percorso più efficace da seguire. Sicuramente ci sarà l'indicazione per un colloquio con uno psicologo. Quest'ultimo potrebbe assegnare degli esercizi per migliorare la capacità di attenzione. Quindi è necessario informare gli insegnanti di questi "compiti supplementari", per non aggravare ulteriormente il peso del normale studio. Non è superfluo ricordare l'importanza della pazienza ed il giusto atteggiamento per quello che è un disturbo e non un capriccio!

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