Diritto: il diritto di sciopero

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Introduzione

I diritti sono un insieme di regole che sono indispensabili per soddisfare i bisogni dei cittadini per permetterli di vivere in una società ordinata e tranquilla. In questa guida, in particolare parleremo del diritto di sciopero, un dei diritti veramente fondamentali perché permette a tutti i lavoratori di manifestare un dissenso, insomma permette di far giungere la voce del popolo a chi governa il paese.

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L'articolo 40 della costituzione

Essendo irrinunciabile, venne riconosciuto e garantito dalla Costituzione con l'articolo 40. Con la legge del 12 giugno del 1990, numero 146, vennero stabilite alcune disposizioni inerenti al suo esercizio nei servizi pubblici essenziali, ovvero nella sanità, nella protezione civile, nei trasporti, negli uffici postali, nella raccolta e smaltimento dei rifiuti e quant'altro, allo scopo di assicurare assistenza ai cittadini. Per questi casi venne imposto l'obbligo di dare un preavviso di almeno dieci giorni, di fornire la durata dell'astensione dal lavoro e di assicurare un servizio minimo per non bloccare le attività di interesse collettivo.

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Disposizione legislativa

Il diritto allo sciopero non è regolato da nessun' altra disposizione legislativa, pertanto la sua disciplina viene esposta dai giudici. Le norme emanate stabiliscono che la contestazione può avvenire solo per migliorare le condizioni di lavoro e non per dare origini a rivendicazioni degli stipendiati. La dimostrazione deve avere uno scopo collettivo e non individuale. È un diritto che spetta a tutti i lavoratori e non è soggetto a decisioni stabilite dai sindacati. Lo sciopero non è sempre stato considerato un diritto indispensabile per i lavoratori. Durante lo Stato liberale, secondo le norme del codice penale Zanardelli del 1889, la protesta, anche se non era considerata un crimine, non era riconosciuta dallo Statuto Albertino come uno dei principali benefici spettanti ai salariati. Durante il regime fascista non solo non venne concesso, ma fu dichiarato illecito e punibile sia civilmente che penalmente. Infatti, i lavoratori avevano una responsabilità nei confronti del proprio datore di lavoro. Dopo la caduta della dittatura dei fascisti, la libertà sindacale riprese il suo vigore e, allo stesso tempo, lo sciopero divenne un diritto nodale.

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La contestazione

Non dimenticarti che se il lavoratore, durante la contestazione, risulta assente per un periodo breve che però determina un danno alla capacità produttiva aziendale, può non essere pagato dall'imprenditore per tutta la durata dell'interruzione dell'attività aziendale. Rappresentano questi casi i cosiddetti scioperi a singhiozzo e a scacchiera. Il dipendente che partecipa alla protesta e che perde il salario non crea una sanzione, ma origina una subitanea illazione del rapporto di corrispondenza tra l'occupazione e la retribuzione.

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