Concetti chiave del pensiero di Leibniz

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Introduzione

Leibniz nacque a Lipsia il 21 giugno 1646, fu un uomo di vasti e grandiosi progetti e si applicò alla soluzione dei più diversi problemi. I suoi scritti concernono la giurisprudenza, la politica, la storia, la teologia, la matematica e la fisica. Gli scritti filosofici furono da lui composti occasionalmente. La sua dottrina, pur affermando l'ordine determinabile del mondo, vede in esso un prodotto contingente, ovvero una creazione di Dio. Questo pensiero porta alla ricerca di una <> capace di stabilire o di rintracciare tale ordine in tutti i campi del sapere, al tentativo di conciliare la scienza moderna con la metafisica. Con l'espressione "caratteristica universale" egli designò l'ideale di una scienza che, partendo da un linguaggio simbolico chiave composto di tanti segni, fosse in grado di combinare in tutti i modi possibili questi segni primitivi, al fine di ottenere tutti i possibili concetti composti.

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Verità di ragione e verità di fatto.

Due concetti chiave del pensiero filosofico di Leibniz sono la verità di ragione e quella di fatto. Le verità di ragione sono quelle assolutamente necessarie e perfettamente evidenti che riguardano il mondo della logica. Esse sono identiche, perché sembra che non facciano che ripetere la stessa cosa, senza insegnarci nulla, e risultano fondate sui principi di identità e non-contraddizione, i quali affermano che "ogni cosa è ciò che è", e che "una proposizione è vera o falsa". Le verità di fatto sono quelle verità contingenti che concernono la realtà effettiva. Queste non sono fondate sui principi di identità e non contraddizione, il che vuol dire che sil loro contrario è sempre possibile. Queste sono fondate invece sul principio di ragion sufficiente. Questo principio è quello "in virtù del quale consideriamo che nessun fatto può essere vero o esistente senza che vi sia una ragione sufficiente perché sia così e non altrimenti.

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Le Monadi

Con il termine "monade", Leibniz intende quei centri immateriali di forza che costituiscono gli elementi di base della realtà e che si identificano con le sostanze individuali. In altri termini, la monade è un atomo spirituale, una sostanza semplice, senza parti, e quindi priva di estensione o di figura e indivisibile. Ogni monade, in virtù del principio dell'identità degli indiscernibili, è diversa dall'altra. Il principio dell'identità degli indiscernibili è quello secondo cui in natura non vi sono due cose assolutamente simili, ossia nei quali non sia possibile trovare una differenza interna.

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Autosufficienza e incomunicabilità delle monadi

In quanto sostanze semplici e immateriali, cioè prive di parti, le monadi non possono influenzarsi a vicenda, ma sussistono come altrettanti mondi chiusi, sprovvisti di finestre sull'esterno. Le monadi non hanno finestre, attraverso le quali qualcosa possa entrare o uscire. Posta questa autosufficienza delle monadi, l'universo può essere presente a ognuna di esse soltanto in maniera ideale, cioè sotto forma di "percezione" o "rappresentazione", che è l'unico modo in cui una molteplicità può essere presente in un'unità semplice e immateriale.

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La monade come specchio vivente dell'universo

In quanto attività rappresentativa, ogni monade si configura come uno "specchio vivente" dell'universo, quindi dire che essa è un centro di rappresentazioni significa dire che è costituita a somiglianza della nostra anima e consta di quelle due attività fondamentali che sono la "percezione" e l'"appetizione". Una monade, non può essere distinta da un'altra che per qualità ed azioni interne, le quali non possono essere altro che le sue percezioni; e le sue appetizioni, che costituiscono i principi del cambiamento. Con il termine "appercezione" Leibniz intende la consapevolezza delle proprie percezioni. Mentre le percezioni appartengono anche agli animali e alle piante, l'appercezione è propria di quella monade più elevata che è l'anima umana. Le monadi sono ordinate gerarchicamente in funzione dei loro gradi di perfezione, i quai dipendono a loro volta dai gradi delle loro percezioni, cioè dalla maggiore o minore chiarezza con cui esse percepiscono l'universo. Al vertice delle monadi vi è Dio.

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La Materia

La materia in generale è, secondo Leibniz, "fenomeno" di realtà immateriali. La "materia prima" è la potenza passiva che è nella monade; quella "seconda" è costituita da un aggregato di monadi, che, nel corpo degli uomini e degli animali, è tenuto insieme e diretto da una monade superiore che è l'anima vera e propria.

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