Come tradurre i pronomi relativi dal latino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il compito del pronome relativo, in italiano così come in tutte le lingue del mondo, è quello di mettere in relazione tra di loro due tipologie di proposizioni. Come tradurre correttamente i pronomi relativi dal latino? Vediamolo insieme all'interno di questa guida. Vedremo come, in realtà, con un po' di memoria, non è affatto complicato, sebbene il latino, ad oggi, risulti una delle materie più odiate dagli studenti.

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Occorrente

  • Un po' di memoria per imparare le declinazioni dei pronomi
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Il pronome relativo indefinito

È poi presente il pronome relativo indefinito "quicumque, quaeumque, quodcumque" (tradotto come "chiunque, qualunque, qualunque cosa") per formare il quale si aggiunge al pronome "qui" il suffisso "-cumque". Si declina come esso, e come esso si traduce. Il nominativo del pronome relativo, è, al singolare "qui, quae, quod" mentre al plurale diventa "qui, quae, quae". Per il genitivo abbiamo "cuius, cuius cuius" per il singolare e "quorum, quarum, quorum" per il plurale. Al dativo, il singolare del pronome relativo sarà "cui, cui, cui" mentre al plurale "quibus, quibus, quibus". Accusativo e ablativo sono gli ultimi due casi. Avremo "quem, quam, quod" e "quo, qua, quo" per il singolare di entrambi. Per il plurale, invece, saranno "quos, quas, quae" e "quibus, quibus, quibus". Si nota facilmente come genitivo e dativo singolare, così come dativo e ablativo plurale, sono identici tra loro.

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I pronomi relativi in latino

Prima di iniziare a tradurre è necessario imparare, purtroppo a memoria, quali sono i pronomi relativi in latino e quali sono le loro declinazioni. I pronomi relativi latini sono "qui, quae, quod", ovvero "che, il quale, la quale, la quale cosa). Esso si declina sia al singolare che al plurale e quindi si traduce in base ai cinque casi che contraddistinguono il latino (nominativo, genitivo, dativo, accusativo e ablativo). Come si declina, quindi, il pronome relativo? Si nota, quindi, subito come il suo nome sia strettamente legato alla sua funzione logica vera e propria. Anche il latino, seppure si tratti di una lingua antica, non fa eccezione. I pronomi relativi latini si comportano esattamente come quelli italiani e sono, quindi, sempre concordati con l'elemento a cui si riferiscono.

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La regola per tradurre

Il pronome relativo latino si comporta esattamente, come detto, come in italiano. Quindi nella traduzione il pronome relativo si deve tradurre all'inizio della frase. La regola per tradurre vuole che, a seconda della frase, dobbiamo capire che funzione ha dal punto di vista logico. Questo vuol dire che dobbiamo comprendere che tipologia di complemento rappresenta (ricordiamo che i complementi individuano i casi latini). Per facilitarci, ricordiamo sempre e comunque che, in genere, il pronome relativo è riferito all'ultimo termine che con esso concorda sia per genere che per numero. Nella traduzione, stiamo attenti a non confondere le proposizioni relative con un'altra tipologia di proposizioni, ovvero l'interrogativa indiretta. Queste, infatti, hanno in comune le "introduzioni" ma non il senso.

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