Come tradurre i numeri in esperanto

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tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

L'ingegno dell'oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof portò, a cavallo tra il 1870 e il 1890, alla creazione della più conosciuta tra le lingue pianificate ed ausiliarie di rilievo internazionale: l'Esperanto. Il nome stesso con il quale è conosciuta la lingua ("colui che spera") lascia intendere come lo scopo ultimo di questo idioma sia quello di favorire il dialogo tra diversi popoli e favorire l'integrazione e la pace con una seconda lingua di facile studio ma espressiva in senso universale.
Grammaticalmente ispirato dalle più semplici regole appartenenti a tutte le lingue parlate, questo linguaggio etnico non prevede eccezioni e si ispira per i suoi vocaboli a molteplici idiomi preesistenti, dal latino al giapponese, dalle lingue romanze a quelli anglo-germaniche. Nella seguente guida vedremo, in particolare, come tradurre i numeri in esperanto.

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Unità

In esperanto l'intero sistema numerale è costruito da poco più di una dozzina di parole che, seguendo le regole grammaticali della lingua inglese in merito ai numeri, si combinano per costituire l'intero insieme dei cardinali. Iniziamo dalla traduzione delle unità:
0 = "nul"1 = "unu"2 = "du"3 = "tri"4 = "kvar"5 = "kvin"6 = "ses"7 = "sep"8 = "ok"9 = "naŭ"Come si può notare c'è un'influenza polilinguistica anche nella scelta dei termini numerali, passando dal latino (in particolare "nul" per lo 0 ricorda molto la parola latina "nihil", cioè "nulla","niente") ma anche lingue di matrice teutonica (suoni duri come "kvar" o "ok" non sono tipici delle lingue neolatine).

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Locuzioni

Per i numeri inferiori al milione si combinano le unità con le seguenti locuzioni
10 = "dek"
100 = "cent"
1000 = "mil"
Per leggere i numeri si segue il principio della minimizzazione dei vocaboli da imparare, per cui è sufficiente conoscere il termine indicante la decina ed aggiungere l'unità necessaria. Ad esempio 13 = "dek tri" 18 = "dek ok"
Le decine da venti in su possono essere ottenute combinando semplicemente i numeri base con il termine indicante la decina, per poi iterare il metodo precedente. Ad esempio 48 = "kvardek ok" 95 = "naŭdek kvin" 72 = "sepdek du"
Analogamente per le centinaia e le migliaia, per cui possiamo ottenere 348 = "tricent kvardek ok" 5472 = "kvinmil kvarcent spedek du".

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Suffissi

Tra le caratteristiche grammaticali da sottolineare, abbiamo l'aggiunta del suffisso "-a" per la forma aggettivale ordinale, del suffisso "-e" per la forma avverbiale, della desinenza "-o" per la forma sostantivata (che prevede anche accusativo e plurale). Per cui possiamo dire "unua" per dire "primo", "unue" per tradurre "in primo luogo" e "unuo" per indicare "l'unità".

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