Come tradurre i geroglifici egiziani

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

L'egiziano antico è anche indicato con il nome di "r n kmt" che significa "bocca della terra nera". Fa parte della famiglia delle lingue afro-asiatiche ed è la lingua da cui deriva il copto, la lingua parlata in Egitto prima dell'avvento della lingua araba, avvenuto nel VII secolo con la conquista araba dell'Egitto. È formata da una serie di disegni, chiamati appunto geroglifici, che si dividono in due gruppi: gli ideogrammi e i fonogrammi. Questi a loro volta si dividono in unilitteri, bilitteri e trilitteri. A questi segni si aggiungono poi i determinativi. Per quanto riguarda la lettura di questi segni, è ancora incerta, in quando non vengono segnate le vocali, che sono quindi assenti dai geroglifici. Forniamo quindi dei cenni di base su come tradurre i geroglifici egiziani.

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Occorrente

  • Elenco di ideogrammi e fonogrammi
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Organizzazione e ordine dei simboli

I geroglifici egiziani venivamo disposti secondo criteri estetici più che di praticità. Per cui non c'è un solo modo di disporre i simboli e di leggerli. Questi venivano inseriti in quadrati uguali per garantire proporzione e armonia. Ogni simbolo poteva occupare un quadrato intero, oppure metà o un quarto. Potevano inoltre essere disposti verso destra, quindi si leggevano da destra verso sinistra, oppure essere disposti verso sinistra, per cui si leggevano da sinistra verso destra. Potevano inoltre essere letti dal basso verso l'alto, oppure dall'alto verso il basso. Potevano infine essere disposti in modo misto, come ad esempio attorno ad una porta. I geroglifici erano infatti tutti rivolti verso l'ingresso.

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Ideogrammi e fonogrammi

I geroglifici si dividono in ideogrammi e fonogrammi. Gli ideogrammi rappresentano l'oggetto, o la persona, o l'animale a cui si riferiscono. Ad esempio il simbolo del sole rappresenta appunto il sole, o il dio del sole (Ra), o il giorno. I fonogrammi rappresentano invece dei suoni. Sono divisi in tre categorie: gli unilitteri, i bilitteri e i trilitteri. Gli unilitteri rappresentano un solo suono. Sono i geroglifici più semplici da ricordare. Ad esempio la civetta rappresenta la "m", il piede la "b", i due giunchi la "y" e così via. È possibile trovare tutto l'elenco a questo Link. Più complessi sono invece i bilitteri, che rappresentano due suoni, e i trilitteri che invece ne rappresentano tre.

Continua la lettura
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Determinativi e cenni di grammatica

Ai fonogrammi è possibile aggiungere un ideogramma con il valore di determinativo. Quest'ultimo infatti serve a determinare il genere o il tipo di azione che la parola esprime. Il determinativo non si pronuncia mai, ma è importante per distinguere le parole che hanno lo stesso suono. I determinativi sono utili anche perché in egiziano non si usavano gli articoli. Le parole femminili si distinguevano da quelle maschili perché terminavano con un simbolo che equivale alla "t", anche se ci sono delle eccezioni. Inoltre l'egiziano ha anche il genere neutro che veniva indicato allo stesso modo del femminile. Il plurale veniva formato aggiungendo una desinenza. Al maschile plurale di aggiungeva "-w", mentre al femminile "-wt". Esisteva infine anche un duale, cioè un modo per indicare due persone o cose. Il duale maschile si formava aggiungendo la desinenza "-wy", il duale femminile invece con "-ty".

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