Come scrivere un racconto o un romanzo in terza persona

Tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

È probabile che ti venga richiesto di scrivere un racconto, o un breve romanzo, in terza persona. Questo artificio narrativo viene infatti usato dalla maggior parte degli autori: l'esposizione delle vicende riportate nell'opera dà vita ad una narrazione facile ed immediata, in grado di appassionare il lettore e di veicolarne l'attenzione. Il punto di vista in terza persona diventa fondamentale nel momento in cui si ha a che fare con una coralità di personaggi e si vuole dunque approfondire il loro background culturale o la loro psicologia.La narrazione può dirsi in terza persona quando la vicenda viene narrata da una persona diversa dai personaggi che ne fanno parte. Il narratore, in questo caso, potrà essere onnisciente, oppure limitato al punto di vista di un unico personaggio, solitamente il protagonista. Vediamo insieme e più nel dettaglio come scrivere un racconto o un romanzo utilizzando la terza persona.

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Prendi spunto dalle fiabe

Per sapere come scrivere un romanzo in terza persona puoi prendere come riferimento la struttura narrativa delle fiabe della tua infanzia. Sicuramente avrai ancora qualche ricordo delle storie memorabili e senza tempo che leggevi e ascoltavi da piccolo: "Cappuccetto Rosso", "Hansel e Gretel", "Biancaneve" e tanti altri capolavori della tradizione popolare. Si tratta di fiabe in cui gli autori hanno utilizzato un linguaggio e delle strutture letterarie molto semplici e pertanto possono costituire un valido modello per comprendere come condurre una narrazione in terza persona.

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Il narratore esterno

Tutte queste storie sono accomunate dalla presenza di un narratore esterno che, come una sorta di cantastorie, introduce i personaggi man mano che si affacciano nella narrazione. L'autore non solo riporta il nome proprio del protagonista, ma fornisce anche una descrizione -più o meno dettagliata- del suo aspetto fisico e del carattere. Ad esempio, nell'omonima fiaba, i fratelli Grimm descrivono Cappuccetto Rosso come una "cara ragazzina a cui tutti volevano bene" e, dopo aver introdotto sommariamente il personaggio della nonna, spiegano al lettore il perché del soprannome della bambina. In questo caso il narratore è a conoscenza di tutti i personaggi della vicenda, del loro carattere e dei loro pensieri; in altri casi, invece, è possibile che chi racconta conosca soltanto ciò che il protagonista vede e conosce nel corso della vicenda. Questo tipo di narrazione in terza persona, come abbiamo accennato prima, si chiama narrazione limitata dal punto di vista soggettivo.

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Narrazione onniscente o limitata

Dopo aver delineato i tuoi personaggi, prima di procedere nella stesura vera e propria del romanzo, dovrai decidere se porti nelle vesti di un narratore onnisciente o se offrire al tuo lettore un punto di vista limitato. Nel primo caso, potrai dare vita ad un tipo di narrazione caratterizzata da una focalizzazione zero dove mostrerai al lettore una panoramica completa dei tuoi personaggi. Potrai dunque descriverne in terza persona non solo i dialoghi, ma anche i pensieri, i sentimenti e le sensazioni. In questa veste potrai spaziare liberamente nella psicologia dei personaggi, ne conoscerai il passato ed il futuro e sarai in grado di riportare tutto ciò che essi dicono e pensano.

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Narrazione con punto di vista limitato

Se opterai, invece, per una narrazione in terza persona con punto di vista limitato dovrai concentrare la tua attenzione su un unico personaggio per volta, seguendolo fedelmente e riportando in terza persona le sue azioni ed i suoi dialoghi. In questo caso sembrerà che la storia venga raccontata in prima persona dal protagonista, ma la forma grammaticale resterà sempre in terza persona. La narrazione potrà essere limitata anche dal punto di vista oggettivo, ossia il narratore si limiterà a raccontare in modo obiettivo quello che sta accadendo senza filtrarlo con la personalità del protagonista. La conoscenza del personaggio da parte del lettore sarà pertanto limitata. Quest'ultimo è lo stile normalmente utilizzato da Hemingway, ma anche tipico del giornalismo.

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Attenzione ai verbi!

A prescindere dal tipo di focalizzazione che vorrai utilizzare, una volta che avrai iniziato a scrivere la tua opera ricordati di descrivere sempre la vicenda raccontata usando verbi in terza persona (singolare o plurale, nel caso in cui più personaggi compiano la medesima azione in simultanea). Presta attenzione anche ai tempi verbali per assicurare continuità narrativa al tuo romanzo. Anche se il tuo racconto ha un unico protagonista principale, sforzati di creare dei comprimari credibili e di approfondirne la psicologia e la personalità.L'utilizzo della terza persona ha molti vantaggi, ci consente, infatti, di passare da un personaggio all'altro, di descrivere la vicenda aggiungendo molti più dettagli e punti di vista differenti; di creare in sostanza un intreccio molto più ricco ed intricato. Lo svantaggio invece deriva da quel distacco che questo metodo di narrazione crea tra il narratore e la vicenda. In modo particolare la terza persona rischia di far venir meno il pathos e di coinvolgere meno il lettore.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Stai attento alla forma grammaticale. La terza persona non consente di utilizzare il pronome "io".
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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