Come scrivere la reazione in forma ionica

Tramite: O2O 18/10/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Quando si fa riferimento alla chimica, la prima cosa che l'immaginario collettivo associa con questa materia sono le reazioni.
Esse rappresentano infatti un argomento certamente fondamentale in una disciplina che si propone di studiare le proprietà della materia e le sue trasformazioni dettate appunto dall'interazione con altri elementi in grado di sfociare in una reazione chimica.
Ne esistono inoltre una grandissima varietà di tipologie: reazioni di ossidoriduzione, di scambio semplice, di doppio scambio e molte altre che dipendono dalle caratteristiche dei reagenti e dei prodotti presenti nell'equazione.
Spesso, in particolare, ci si trova a fare i conti con reagenti e prodotti in grado di dare origine a dissociazione ionica, ovvero capaci di separarsi negli ioni costituenti.
Vediamo quindi di seguito come scrivere questo particolare tipo di reazioni nella forma canonica, comunemente indicata come forma ionica, che permetterà poi di procedere alla loro risoluzione.

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Occorrente

  • Manuale di chimica
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Riconoscere gli elementi dissociabili

Le reazioni chimiche da cui si parte negli esercizi presentano i propri atomi costituenti ancora associati nel formare le molecole che partecipano all'equazione.
La prima cosa da fare, quindi, è comprendere la natura di questi composti.
Non tutti, infatti, presentano legami in grado di rompersi per dare origine agli ioni poiché questa è una peculiarità caratteristica solo di alcuni tra cui i più importanti sono i sali, che possono essere binari o ternari.
Essi si formano, sostanzialmente, dal legame tra un metallo ed un non metallo ed è più facile riconoscerli se si possiedono nozioni di nomenclatura.
Altre molecole in grado di ionizzarsi sono inoltre gli acidi e la basi (si noti in questa caso l'utilizzo del verbo ionizzare al posto di dissociare, poiché gli acidi non sono composti ionici già di partenza come i sali) anche in questo caso esistenti sia come binari che ternari.
Se vi trovate invece di fronte a metalli, idruri, anidridi o ossidi basici sappiate che tali sostanze rimarranno associate nel corso della reazione.

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Bilanciare l'equazione

Questo passo è identico al primo passo che dovreste svolgere se vi trovaste di fronte ad una qualsiasi equazione chimica, non solo ionica: occorre infatti bilanciare gli elementi in maniera tale che gli atomi presenti come reagenti della reazione si trovino uguali anche come prodotti della reazione stessa.
Questa necessità deriva dalla legge di Lavoisier, la quale afferma che la massa dei prodotti è uguale a quella dei reagenti.
Per fare si che ciò accada si variano i coefficienti stechiometrici delle varie molecole, considerando che nulla è ancora dissociato in questo punto dell'esercizio.
Esistono diverse tecniche per portare a termine questo passo nella maniera più efficiente, più esercizio si fa e più si può facilmente trovare la propria.

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Dissociare gli ioni

Occorre a questo punto separare effettivamente gli ioni che avete riconosciuto come dissociabili.
Tale operazione non è tuttavia banale: ricordate innanzitutto che nella formula di un composto ionico come il sale l'elemento scritto prima rappresenta il catione e quello successivo l'anione. Queste due specie hanno elettronegatività diversa: il catione ne ha infatti meno dell'anione.
Nel momento in cui andrete a separarli in soluzione acquosa, l'anione essendo più elettronegativo assumerà gli elettroni della coppia e dunque si indicherà con un segno meno per segnalare l'elettrone acquistato.
Ma quanti elettroni perde il catione e quanti ne acquista l'anione? Dipende dalle caratteristiche dei singoli elementi.
Occorre infatti ricercarli nella tavola periodica e verificare il loro gruppo di appartenenza.
Ad esempio che in NaCl il sodio appartiene al primo e il cloro al settimo: essendo entrambi distanti un solo elettrone dalla loro configurazione ideale perderanno/acquisteranno un elettrone a testa ed è quindi questo il ragionamento da seguire anche per gli acidi e le basi.

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