Come Riconoscere L'Oro Col Metodo Di Archimede

Tramite: O2O 29/03/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Quante volte ci siamo chiesti se tutti quegli oggetti che abbiamo in casa sono realmente in oro. Chissà, se quel bracciale a noi tanto caro è realmente di valore o una patacca in finto oro. In questa guida, in modo semplice, impareremo un metodo storico sul riconoscimento dell'oro, grazie ad Archimede. L'oro, grazie alle sue caratteristiche fisiche e chimiche non viene attaccato dagli agenti atmosferici. Il suo colore e la sua lucentezza non subiscono cambiamenti e ossidazioni. Secondo gli archeologi, le prime estrazioni risalgono attorno ai 4000 avanti Cristo. L'oro è il metallo più prezioso in assoluto. Non a caso, possedere degli oggetti in oro è sinonimo di ricchezza. Investire in oro è sempre stata la scelta più giusta e conveniente. L' instabilità dell'economia mondiale rende sempre di più, l'acquisto di oro, un investimento sicuro, soprattutto per gli investitori medi e piccoli. Le riserve monetarie delle banche centrali e degli stati sono in lingotti d'oro. Alcune volte, abbiamo attribuito la caratura dell' oro ad un metallo che, pur sembrando tale non lo era. Utilizzando il cosiddetto "Metodo di Archimede" è possibile riconoscere l'oro vero. Gerone, tiranno di Siracusa, fece costruire da un valente orafo una corona d'oro. Nel momento in cui ricevette la bellissima corona, ebbe il sospetto che l'orafo avesse utilizzato, all'interno della stessa, l'argento invece dell'oro. Per questo motivo chiese ad Archimede di stabilire con sicurezza se la corona fosse d'oro massiccio, oppure se contenesse all'interno il meno pregiato argento. Come fece? Di seguito vedremo come ha risolto il problema e impareremo come riconoscere l'oro col metodo di Archimede..

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Occorrente

  • un recipiente graduato
  • una bilancia
  • una calcolatrice
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Esempio pratico.

Per l'esperimento utilizziamo una provetta graduata, dell'acqua, e una bilancia sensibile che pesa anche i grammi.. Riempiamo il contenitore graduato con 100 ml di acqua. Immergiamo l'oggetto nel contenitore e valutiamo la differenza di volume. Se, per esempio, l'acqua arriva a un livello di 105 ml, avremo come differenza 5 ml. A questo punto, svuotiamo il contenitore e poniamo l'oggetto sulla bilancia, rileviamone il peso. Fatto, ciò non dobbiamo fare altro che dividere il peso ottenuto per la differenza di volume e comparare il risultato con la densità dell'oro che è pari a 19,320 g/cm^3.

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Appunti storici su Archimede.

Mentre Archimede faceva il bagno all'interno della sua tinozza notò che, dopo essersi messo nella vasca, il livello dell'acqua si era sollevato; capi che un corpo immerso in un liquido sposta una quantità di liquido pari al volume del corpo stesso. La leggenda dice che tale fu la gioia per questa scoperta che lo scienziato balzò fuori dalla vasca e senza neanche vestirsi corse per le strade di Siracusa gridando "Eureka".

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Conclusioni finali.

In base a tutto ciò stabilì che, conoscendo il volume di un corpo ed il suo peso, è possibile conoscere la densità del materiale di cui è composto secondo la relazione "Densità = Peso / Volume". Anche se ancora non si conosceva la densità dell'oro, Archimede capì che, immergendo in una vasca una quantità d'oro pari al peso della corona essa avrebbe spostato una quantità d'acqua ben definita. Se ripetendo con la corona lo stesso procedimento, non si fosse spostata la stessa quantità di liquido, si poteva concludere che la stessa non era fatta di oro puro. Quindi come ci ha insegnato Archimede, basta molto poco per capire se un oggetto è fatto di oro.

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