Come riconoscere i verbi difettivi

Tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

I verbi sono una parte variabile del discorso; essi nella grammatica italiana sono abbastanza numerosi. In altre lingue i verbi difettivi sono ridotti ad un piccolo gruppo e vengono studiati a memoria. I verbi italiani possono derivare da sostantivi oppure da un altro verbo. Essi sono composti da una radice e da una desinenza; la prima è invariabile, mentre la seconda cambia in base al modo ed al tempo. Il verbo è l'elemento essenziale dell'enunciato, cioè quello che determina il significato della frase. In italiano le coniugazioni, i tempi ed i modi complicano non poco lo studio di questi importanti elementi delle frasi. Molto numerose sono le tipologie dei verbi. Essi vengono suddivisi in: ausiliari, servili, riflessivi, predicativi, ausiliari, copulativi, transitivi, intransitivi, impersonali, regolari, irregolari e difettivi. Leggendo questo tutorial si possono avere alcuni utili consigli e delle corrette indicazioni su come è possibile riconoscere i verbi difettivi.

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Occorrente

  • vocabolario della lingua italiana
  • libri di grammatica
  • tabella dei verbi
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Notizie generali

Come suggerisce lo stesso nome i verbi difettivi sono tutti quelli che difettano, cioè a cui mancano una o più voci. Gli aspetti mancanti possono riguardare le persone, le forme della coniugazione, i tempi ed i modi. La loro irregolarità può riguardare anche la desinenza oppure il livello tematico e la radice. Ciò si può verificare per diverse ragioni: non sono mai esistiti, si utilizzavano in passato ed oggi sono ormai più adoperati. Alcune volte vengono utilizzati soltanto in precisi contesti. Un primo valido supporto per verificare se un verbo rientra fra quelli difettivi è sicuramente l'utilizzo di un vocabolario. Anche la disponibilità di un libro di grammatica completo di tavola dei verbi è un valido aiuto per individuare se un verbo è difettivo. Così facendo, a partire dalla forma all'infinito del verbo che interessa, si può verificare immediatamente se esso ha tutti i tempi ed i modi.

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Indicatori dei verbi difettivi

Un altro utile indicatore per riconosce facilmente i verbi difettivi è quello di prendere in considerazione il contesto di un brano oppure di un testo. Ad esempio un utilizzo frequente dei verbi difettivi si riscontra molto spesso nell'ambito delle poesie. È tipico in questo caso l'utilizzo del verbo "ire" al posto di "andare"; il verbo "ire" come ben si sa generalmente non trova impiego nel linguaggio comune. Se si decide di coniugarlo ci si rende conto immediatamente che esiste all'indicativo presente, imperfetto, passato remoto ed al participio passato. Mentre non è possibile coniugarlo per gli altri tempi. Alcuni verbi mancano di tutti i tempi composti. Ad esempio alcuni verbi come: vigere, prudere, vertere, stridere e splendere non hanno il participio passato.

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Verbi utilizzati non comunemente

Tra i verbi difettivi se ne possono individuare alcuni che vengono utilizzati abbastanza comunemente. Ad esempio il verbo "addirsi" viene utilizzato soltanto alla terza persona singolare e plurale dell’indicativo e del congiuntivo presente e imperfetto. " Marcire", invece manca nelle forme “marciamo” e “marciate” per non creare confusione con il verbo "marciare". Per quanto riguarda "tangere" viene adoperato soltanto l’indicativo presente ed il participio presente. Abbastanza particolare è l'uso del verbo "ostare" che significa ostacolare. Il suo utilizzo avviene quasi esclusivamente nell'espressione burocratica "nulla osta" che significa "niente si oppone, niente è contrario" e nella congiunzione concessiva "nonostante" (in origine non più il participio presente ostante).

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Verbi particolari

Inoltre, "incombere", "soccombere" e "competere" sono dei verbi abbastanza conosciuti in quanto sono utilizzati comunemente. Essi infatti non dispongono di tutti i tempi ed i modi. Un caso particolare, invece, è rappresentato dal verbo "arrogere". Esso vuol dire "aggiungere"; generalmente è usato nel linguaggio del settore notarile soltanto all'imperativo e con valore avverbiale. Si può usare soltanto al tempo presente della seconda persona singolare. Infine, anche "aggradare" non è utilizzato per tutte le persone, ma solo alla terza singolare dell'indicativo presente. Se vengono seguite attentamente tutte le informazioni di questa breve guida, probabilmente, non si incontrano difficoltà per riconoscere i verbi difettivi. A questo punto non resta altro da dire se non augurare buon lavoro.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • studiare i verbi
  • ripeterli ad alta voce
  • cercare di utilizzarli spesso
  • cercare di memorizzare i verbi più utilizzati
  • in caso di difficoltà consultare il vocabolario
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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