Come organizzare i compiti del pomeriggio

Tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Le attività didattiche che i bambini svolgono in classe, non sono sufficienti per cementare nozioni ed informazioni, perciò gli insegnanti assegnano dei compiti per casa. Purtroppo, non sempre gli alunni accettano di buon grado tali lavori ed i genitori si trovano a dover fronteggiare svogliatezza ed ostilità. Come risolvere questo problema? I trucchi esistono ed in questa guida ve li elencheremo tutti. Assieme vedremo infatti come organizzare i compiti del pomeriggio, in modo da incuriosire i bambini ed aiutarli nel proprio percorso scolastico.

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Occorrente

  • Regole
  • Piano di studi
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Selezionare le materie in base alle preferenze del piccolo e all'indice di difficoltà

Ammettiamolo: chi eccelle in una materia, quasi sempre ne detesta un'altra, nella quale raggiunge a stento la sufficienza. Spesso la materia ostica è la matematica, ma capita che sia la storia (perché bisogna ricordare date), la grammatica (perché ricca di regole) o la geografia (perché la "barbabietola da zucchero" non cresce proprio dappertutto). In fondo non importa cosa il bambino adora e cosa no, ma bisogna conoscere i suoi gusti per impostare un piano di studio efficace. Iniziate quindi a dividere le materie sia in base l'indice di difficoltà che di personale gradimento. Sicuramente, matematica ed Italiano sono più difficili di educazione artistica ma, tra le prime due il bambino ne apprezzerà una in particolar modo. Chiedetegli con quale delle due preferisce iniziare, così che la prima scelta sia libera.

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Intervallare ad ogni materia pesante una leggera

Il cervello umano non è adatto al lavoro non stop, ed ogni 45 minuti circa subentra uno stato di disattenzione. Nei bambini, questo genera frustrazione ed il comprensibile tentativo di sottrarsi al proprio dovere. Per non affaticare una giovane mente, il secondo consiglio che vi suggeriamo è quello d'intervallare ad una materia pesante una leggera, così da consentire lo scaricamento delle tensioni. Se il bambino ha iniziato con la matematica, dopo un massimo di 40-45 minuti concedetegli una pausa e proponetegli qualcosa di meno gravoso. Attenzione però a non eccedere con la misericordia, poiché la pausa adeguata non dura più di 15-20 minuti. Se la fate durare troppo, infatti, il minore può perdere del tutto la concentrazione. Provate con questo schema: matematica 30-40 minuti, educazione artistica 15 minuti, italiano 30-40 minuti, musica 20 minuti. Partire dalle materie complesse è fondamentale, poiché la capacità di memorizzazione è massima nelle ore centrali della giornata e decresce al calar del sole. Imparare a memoria una poesia alle 15:00 sarà una sciocchezza, memorizzarla alle 19:00 diverrà un'impresa titanica.

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Concedere pausa merenda, gioco e ricompensa

Quello che un bambino non dovrebbe mai lamentare, è la noia mentre studia. Per tale ragione è consigliabile impostare una pausa merenda che conceda refrigerio e nutrimento. Stabilite un orario preciso, ad esempio alle ore 16:00, ed in quel preciso momento preparate per lui qualcosa di appetitoso. Durante la pausa, lasciate pure che giochi, che si rilassi e che recuperi le energie. Al termine di questa, richiamatelo al suo dovere ed iniziate nuovamente con una materia complessa. I compiti devono essere eseguiti in modo da lasciare per ultime soltanto le attività didattiche che non richiedono memorizzazione ma tempo. Un esempio pratico? I disegni e le didascalie sui cartelloni. Qualora il bambino mostrasse riluttanza, a causa della giovane età e dell'assetto caratteriale, stabilite una ricompensa per spronarlo a finire tutti i compiti. Questa deve configurarsi come un "extra", una concessione specialissima, un premio. Le possibilità sono innumerevoli: un'ora in più al parco, un pranzo con l'amichetto del cuore, un vestitino nuovo per la bambola, il suo gelato preferito, un'ora in più di videogame/cartoni.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Non tutti i bambini amano seguire delle regole ma non per questo sono destinati a fallire in ambito scolastico. Adattate dunque gli intervalli di tempo da dedicare allo studio sulle personali esigenze dell'alunno.
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