Come Individuare Una Sinestesia

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Quando ci troviamo di fronte ad una sinestesia, staremo sicuramente parlando di una figura retorica tipica della letteratura italiana.
Il termine "sinestesia", infatti, deriva dal greco "syn-aisthanestai", che riportato in italiano, sta a significare "percepire insieme". Questa figura retorica, usata molto da alcuni poeti italiani del '900, consiste nell'unione di termini che fanno parte di contesti sensoriali, differenti tra loro (come, ad esempio, la vista e l'udito).
Nella lingua italiana, la sinestesia si impiega in diverse situazioni, infatti, alcune volte non ci accorgiamo nemmeno che la stiamo usando. Questa guida, è stata creata, proprio per individuare questo tipo di figura retorica, all'interno di un contesto parlato.

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Occorrente

  • Libro di letteratura italiana
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Uso della sinestesia nel '900

Come già anticipatovi precedentemente, un primo riferimento della sinestesia, si può trovare, all'interno dell'opera di Salvatore Quasimodo intitolata "Alle Fronde dei Salici", che come ricordiamo bene, tratta della seconda guerra mondiale. Qui troviamo la frase "L'urlo nero della madre"; questo accostamento, fa da tramite, fra un termine legato al senso dell'udito (grido) ed uno riguardante il senso della vista (nero). Pertanto, il sostantivo e l'aggettivo che compongono la figura sinestetica, derivano da due piani sensoriali decisamente diversi.

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Uso della sinestesia di Giovanni Pascoli

Se torniamo di una cinquantina di anni indietro, troveremo un altro poeta, che fa delle sue poesie, un vasto esercito di sinestesie: stiamo parlando di Giovanni Pascoli. Infatti, all'interno de "L'assiuolo", troviamo l'espressione "Venivano soffi di lampi". Andando ad analizzare questa espressione, possiamo notare che il lampo, incarna il senso della vista, mentre il soffio, rappresenta una sensazione, tanto uditiva, quanto tattile. Se analizziamo ulteriori opere di Pascoli, possiamo individuare altri esempi di figura sinestetica, nei brani letterari "Il Gelsomino Notturno" e "Novembre". Nel primo componimento, la frase "L'odore di fragole rosse", simboleggia una tipica sinestesia, dove si accostano olfatto (odore) e vista (colore rosso).
Per quanto riguarda l'opera "Novembre", troveremo l'espressione "L'odorino amaro". In questo caso, avremo l'accostamento di una sensazione prettamente gustativa, (amaro) con una evidentemente olfattiva (odorino).

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Uso della sinestesia nel quotidiano

Infine, abbiamo l'uso delle sinestesie nel linguaggio quotidiano, che fanno parte integrante anche del linguaggio parlato dove, come detto nell'introduzione, ci si trova ad impiegarle, senza nemmeno accorgersene. Alcuni esempi di sinestesia possono essere "Luci fredde", "Colori caldi", "Voce oscura" e anti altri ancora.
Come abbiamo potuto notare, questo tipo di figura retorica, è facile da individuare, in quanto la semplice lettura, renderà evidente la sua presenza, da non confondere, invece, con la metafora.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Non confondete la sinestesia con figure retoriche somiglianti (come la similitudine e la metafora).
  • Per imparare ad individuare la sinestesia, leggete qualche testo letterario italiano.

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