Come Individuare Il Complemento Di Vocazione

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Introduzione

La grammatica della lingua italiana è molto complessa, in quanto sono presenti oltre alle parti basi come il nome, gli articoli, agli aggettivi, anche i complementi; questi vengono analizzati durante l'analisi logica. Nell'analisi logica a differenza di quella grammaticale in cui viene analizzata parola per parola, è necessario individuare il soggetto, il predicato verbale o nominale e i complementi. I complementi a loro volta si suddividono in : complemento oggetto, di termine, di specificazione, di tempo, di luogo e anche di vocazione. In questa guida, passo dopo passo, vedremo come individuare nella maniera corretta il complemento di vocazione.

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Individuare il soggetto cui ci si rivolge

Il complemento di vocazione è un elemento molto particolare della frase e può essere utile conoscerne alcuni elementi per individuarlo in una frase. Innanzitutto è bene evidenziare la classica definizione di questo particolare complemento: il complemento di vocazione è quell'elemento dell'analisi logica che indica la persona, la cosa o l'animale cui ci si rivolge. Da questa definizione è possibile ricavare una prima regola generale per individuare questo complemento all'interno della frase: sarà infatti facile capire a questo punto che costituisce complemento di vocazione all'interno del periodo quella persona, l'oggetto o l'animale a cui l'autore (o semplicemente chi sta parlando) si rivolge. Ne è un esempio l'invocazione alla Musa di molti brani epici o poetici.

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Verificare la presenza della vocale "o"

Molto spesso il complemento di vocazione può essere individuato facilmente se il nome della persona cui ci si rivolge è preceduto dalla vocale "o" usata con intento vocativo; questo complemento, tuttavia, può anche prescindere dalla sua presenza. In questo caso, sarà sufficiente ritrovare un nome proprio (o comune) slegato dal resto della frase e non costituente soggetto, per poter riconoscere il complemento di vocazione.

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Guardare l'inizio della frase

In latino, come in altre lingue dotate di declinazione nominale, è presente un caso ben specifico per poter attuare nel testo il complemento di vocazione. Questo caso prende appunto il nome di vocativo, ed è molto spesso identico alla forma nominativa (o, in alcuni casi, alla forma accusativa) in tutte e cinque le declinazioni di questa lingua. Si ricorda che come regola generale, è bene tenere presente due aspetti: il complemento di vocazione presenta spesso un nome proprio (più raramente comune), che si trova all'inizio della frase oppure in alternativa, un contenuto in un inciso.

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