Come Funziona La Cromatografia Su Colonna

tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

Al fine di potere studiare le proprietà strutturali e funzionali di una proteina, il primo passo da compiere è quello di ottenerla in forma pura. A tale scopo, vi si può avvale di numerose tecniche alcune delle quali risultano più efficaci rispetto ad altre. I metodi classici sfruttano le proprietà che differenziano una proteina dall'altra, tra cui le proprietà di legame, la grandezza e la carica. Uno dei metodi maggiormente sfruttati per la separazione delle proteine, è la cromatografia su colonna. In questa breve guida, illustreremo nei minimi dettagli come applicarla nel modo più consono possibile. Si tratta di una procedura che a primo impatto potrà sembrare complessa ma che in realtà è di facile comprensione e svolgimento.

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Gli elementi standard utilizzati per eseguire la cromatografia su colonna, includono un materiale poroso e solido che prende il nome di matrice. Con tale materiale, si riempie la colonna che generalmente si presenta di vetro o di plastica. Una soluzione, che rappresenta la fase mobile, viene fatta fluire attraverso la matrice e la soluzione che si ricava fuoriuscendo dalla parte bassa della colonna viene continuamente rimpiazzata da una soluzione contenuta in un recipiente di riserva posto in cima alla colonna.

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La soluzione proteica che inseriamo nella colonna, andrà a formare una banda più o meno spessa di proteine. Queste ultime, sottoposte alla forza di gravità, tenderanno inevitabilmente a scendere lungo la colonna, ma non tutte interagiscono con la matrice allo stesso modo. In questo modo le proteine con caratteristiche diverse tenderanno a separarsi le une dalle altre formando varie aggregazioni sulla colonnina, che ai nostri occhi appariranno come striscioline più o meno scure. Quest'ultimo rappresenta la fase essenziale del lavoro che ci accingiamo a compiere.

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La procedura che ci impegniamo ad eseguire, migliora se si aumenta la lunghezza della colonna, ma anche le singole bande si allargano con il tempo e questo avviene per effetto della diffusione delle molecole con un processo che diminuisce la risoluzione. Potremmo avere dei problemi di separazione proteica con bande che si trovano troppo vicine e che col passare del tempo finirebbero inevitabilmente per riunirsi nuovamente annullando il lavoro svolto in precedenza. Nonostante tutt'e questa difficoltà sulla procedura, la cromatografia su colonna resta uno dei metodi più utilizzate e validi, sia per la sua semplicità che per i bassi costi in termini economici.

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Come avete potuto dedurre dalla lettura di questa breve guida, apprendere la funzionalità della cromatografia su colonna non è un impresa estremamente difficile. Per chi è poco esperto in questo campo, potrà trovare i primi passaggi leggermente complicati, tuttavia con un po' di pazienza e tenacia riprovando piu volte, raggiungerà lo scopo prefissato in breve tempo.

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