Come fare l'analisi grammaticale di un verbo

Tramite: O2O 31/08/2017
Difficoltà: media
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Introduzione

La grammatica italiana è abbastanza complessa rispetto alle altre lingue come l'inglese; infatti, sono presenti varie particelle che devono essere analizzate singolarmente, come ad esempio: i nomi, i verbi, gli aggettivi, gli avverbi o le preposizioni. Per analizzare un verbo nell'analisi grammaticale, è necessario conoscere a memoria i modi (indicativo, gerundio, participio ecc.), i tempi (presente, passato, imperfetto ecc.), le persone (io, tu, egli, noi, voi, essi) e le coniugazioni (are - ere - ire) dei singoli verbi. In questa guida sarà spiegato nello specifico come fare l'analisi grammaticale di un verbo.

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I modi

La prima cosa da sapere se si vuole fare l'analisi grammaticale di un verbo, sono i cosiddetti modi e tempi del verbo. Nella lingua italiana esistono sette modi: indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo (modi finiti) participio, infinito e gerundio (modi indefiniti). Oggi prenderemo in considerazione l'indicativo, il quale è il primo modo da dover imparare e quello maggiormente adoperato soprattutto in ambito scolastico. Per il modo indicativo esistono otto tempi verbali, e sono: presente, imperfetto, passato prossimo, trapassato prossimo, passato remoto, trapassato remoto, futuro semplice, futuro anteriore. Le stesse considerazioni possono essere effettuate per gli altri modi, ricordando però che i tempi non saranno più gli stessi.

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Le persone

Sicuramente del verbo analizzato va anche indicata la persona. Nella grammatica italiana, com'è noto, sono sei: io, tu, egli (prima, seconda e terza persona singolare) noi, voi, essi (prima, seconda e terza persona plurale). Cerchiamo quindi di analizzare la frase: "Marco piangeva". Il soggetto del verbo preso da noi in esempio è Marco. Quindi avremo: "piangeva" = voce del verbo piangere, seconda coniugazione, intransitivo, modo indicativo, tempo imperfetto, terza persona singolare.

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Le coniugazioni

Il verbo è la parte flessibile del discorso. Può essere transitivo o intransitivo. Nel primo caso, l'azione passa dal soggetto all'oggetto (per esempio: Marco legge una rivista, oppure Gina scrive una lettera, nel secondo, invece, l'azione si ferma all'oggetto (esempio: Il sole brilla oppure il sole riscalda). Una volta individuato il significato, bisogna praticamente indicarne la voce, cioè l'infinito presente. Da non dimenticare che la coniugazione si stabilisce dalla desinenza, la parte variabile del verbo. Se ne distinguono tre: -are; -ere ed -ire. Per comprendere meglio, facciamo qualche pratico esempio. "Marco piangeva" = voce del verbo piangere, seconda coniugazione, intransitivo.

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