Come distinguere il predicato verbale dal predicato nominale

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il predicato, ovvero il verbo, è l'elemento più importante di una frase. Negli esercizi di analisi logica, infatti, si individua prima il predicato verbale o nominale. Successivamente il soggetto e infine le espansioni.
Per distinguere il predicato verbale dal predicato nominale, si dividono i verbi in due categorie. Da una parte vi sono i verbi che esprimo azioni, dall'altra quelli che indicano un modo di essere. Tuttavia, ciò non implica una netta demarcazione tra le due categorie verbali. Alcune forme, come sembrare, apparire non esprimono azioni. Viceversa, non sempre il verbo essere denota una qualità.
Per distinguere il predicato verbale dal predicato nominale, ci si aiuta con le domande-guida. Chi? Cosa? Quando? Dove? Com'è? Sono di fondamentale importanza nell'analisi logica.
È indispensabile conoscere la morfologia della lingua italiana, come le parti variabili e invariabili del discorso.

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Occorrente

  • Conoscenze morfologiche approfondite
  • Un buon testo di grammatica italiana
  • Esercizi strutturati in formato cartaceo e multimediale
  • Quaderni, penne, matite, evidenziatori
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Il predicato si compone di un verbo. Questo concorda nella persona, nel numero e, spesso, anche nel genere con il soggetto. Può avere forma attiva o passiva. Nel primo caso il soggetto compie l'azione. "Il cane mangia la carne". Nel secondo, invece, il soggetto subisce l'azione.
In una frase il verbo può sottintendersi. "Ieri, un giorno indimenticabile".
Nella forma passiva è presente il verbo essere, ma non ha valore copulativo.

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Le forme verbali, inoltre, si distinguono tra transitive e intransitive. Le prime specificano un'azione che ricade direttamente su un oggetto. "Il cane mangia la carne". Il cane (chi?) → soggetto. Mangia (cosa fa?) → predicato verbale. La carne (cosa?) → complemento diretto.
Le forme intransitive implicano un atto che non ricade su un oggetto. "Il cane corre sul prato". Il cane → soggetto. Corre → (cosa fa?) → predicato verbale. Sul prato (dove?) → complemento indiretto.
Nell'analisi logica si procede sempre formulando degli interrogativi. Questi aiutano a distinguere il predicato verbale da quello nominale.

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Il predicato nominale si forma con il verbo essere. A questo segue un altro elemento, ovvero un nome o un aggettivo. Il predicato nominale non ha valore predicativo. Non manifesta un'azione né un senso compiuto. Esso ha valore di copula, cioè unisce il soggetto con un modo di essere. "Il cane è un mammifero". Il cane (chi?) → soggetto. È un mammifero (cos'è?) → predicato nominale.
Alcuni verbi hanno valore di predicato nominale, poiché evidenziano un modo di essere. "Il cane sembra tranquillo". In questo esempio il predicato nominale è un aggettivo qualificativo.
In certi casi, il verbo essere ha una funzione ausiliare. Ciò accade con i verbi modali, come dovere e potere. Pertanto, non è copulativo. "È dovuto uscire".

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Eseguire prima l'analisi grammaticale, poi l'analisi logica.
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