Come distinguere il genere e il numero del nome

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Difficoltà: facile
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Introduzione

Nella grammatica italiana ogni parola viene suddivisa in genere (maschile o femminile) e numero (singolare o plurale). Il nome è una variabile del discorso e può indicare una persona, un animale, una cosa. La maggior parte di essi ha una forma per il maschile e una per il femminile, ma l'elemento essenziale che lo distingue è rappresentato dalla desinenza. In questa guida spiegherò in modo semplice e con vari esempi, come distinguere il genere e il numero del nome per avere una conoscenza corretta della lingua italiana.

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Occorrente

  • testo di grammatica italiana
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Come primo esempio iniziamo ad analizzare il nome. Infatti il professore è di genere maschile; ma se si vuole parlare di genere femminile si potrà scrivere la (articolo femminile) professoressa. Quindi il cambiamento di genere tra maschile e femminile si avrà in questo caso secondo l'accordo del morfema grammaticale finale (-o maschile -a femminile) e cambiando l'articolo il con l'articolo femminile la. Stessa cosa vale per i nomi di animale, il gatto diventa la gatta. Nell'universo animale alcuni generi restano invariabili come ad esempio la scimmia, ma se si vuole specificare, in questo caso basta aggiungere e distinguere maschio o femmina.

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Esistono comunque dei nomi che non sempre cambiano tra maschile e femminile. Ad esempio il nome avvocato, non è corretto dire avvocatessa e in questo caso non cambia il nome ma dovremmo dire l'avvocato donna. Vi sono molti nomi che non hanno un corrispettivo di genere femminile (genero diventa nuora, ministro resta invariabile). Per quanto riguarda il nome di animali anche i questo caso esistono dei cambiamenti ad esempio: il gallo diventerà la gallina. Esistono poi delle parole straniere come chat e e-mail che pur essendo parole neutre nella lingua di origine, in italiano vengono lette e scritte con il femminile.

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Per quanto riguarda il numero, la maggior parte dei casi per formare il plurale si cambia la desinenza partendo dal nome singolare. Prendiamo come esempio il nome: il professore. Plurale sarà: i professori. - I articolo maschile plurale, cambiando desinenza -e singolare con la -i del plurale. Stessa cosa vale per il nome femminile: le professoresse, quindi articolo femminile plurale le, desinenza finale femminile plurale -e. Si può cosi riassumere: i nome che terminano al singolare in -a formano il plurale in -i se sono maschili e in -e se sono femminili. Queste regole non sono molto difficili da memorizzare, ma occorre prestare attenzione per ottenere un linguaggio corretto e scorrevole.

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