Come determinare l'analisi dei protidi grezzi con il metodo Kjeldhal

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Il metodo Kjeldahl è un metodo analitico messo a punto dal chimico danese Johan Kjeldahl che permette di determinare il contenuto in azoto di sostanze organiche e inorganiche. Il campione (0,5-5 g) viene riscaldato tramite piastra riscaldante ad alta temperatura (~400 °C) dopo essere stato miscelato con acido solforico (18-25 ml) concentrato al 96-98% e con l'aggiunta di Na2SO4 o K2SO4 quale coadiuvante (permette di elevare il punto di ebollizione dell'acido solforico) e di un catalizzatore. Questo processo trasforma tutto il materiale organico in anidride carbonica e acqua (quest'ultima ad alta temperatura evapora), tutti i sali trasformati in solfati (spostati dall'acido solforico), tutto l'azoto proteico (-NH2) presente si trasforma in solfato di ammonio ((NH4)2SO4). È di fondamentale importanza in campo alimentare conoscere sia la qualità che la quantità dei principi nutritivi presenti negli alimenti. Si ricorre, pertanto, ad una serie di procedure di laboratorio note nell'insieme con il nome di analisi chimica standard degli alimenti. Di questa serie di procedure sperimentali fa parte il metodo di Kjeldhal per l'analisi dei protidi grezzi. È il metodo usato ufficialmente per determinare la quantità di azoto presente negli alimenti e prevede le seguenti fasi: digestione, distillazione e titolazione. Nei passi della guida a seguire sarà illustrato come determinare l'analisi sei protodi grezzi con il metodo Kjeldhal.

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Occorrente

  • campione da analizzare finemente macinato
  • pallone Kjeldhal
  • bilancia analitica
  • miscela di catalizzatori
  • acido solforico concentrato
  • acido borico
  • digestore
  • raccoglitore dei fumi
  • beuta da 250 ml
  • pipetta da 10 ml
  • indicatore
  • apparecchiatura per la distillazione
  • pallone 40 ml
  • soda al 32%
  • cartina al tornasole
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Per cominciare il procedimento, è opportuno che tu pesi il campione finemente macinato e che lo introduca quantitativamente nel pallone Kjeldhal. Prosegui pesando indicativamente sull'apposita bilancia analitica un grammo per prodotti contenenti circa il 10% di proteine. A seguire, aggiungi circa cinque - otto grammi della miscela dei catalizzatori e poi quindici ml di acido solforico concentrato.

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Nella seconda fase, poni il pallone Kjeldhal nel digestore, o su fiamma sigillando bene il raccoglitore dei fumi ed azionando la pompa per la loro raccolta. Riscalda prima piano, fino alla formazione dei fumi, poi più intensamente. A digestione ultimata il contenuto del pallone diventerà limpido, passando dalla colorazione nera, evidenziata dalla presenza di residui carboniosi, ad una verdastra, dovuta ai sali di rame.

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A questo punto prosegui l'ebollizione per ancora altri 10 minuti e poi lascia tranquillamente raffreddare. In seguito, in una beuta da 250 ml, pipetta 10 ml di acido borico ed aggiungi qualche goccia di indicatore. Addiziona acqua a sufficienza nel pallone Kjeldhal, circa 400 ml per distillazione diretta ed inseriscilo nel distillatore. Aggiungi attraverso l'apposito distributore sovrastante il pallone 40 ml di soda al 32%: si sviluppa ammoniaca gassosa. Essa deve essere poi raccolta in una soluzione di acido solforico. Procedi, infine alla titolazione con soda. In base alla quantità di ammoniaca liberata è possibile calcolare la quantità di azoto. Moltiplicando il valore in azoto per il coefficiente 6,25 ottieni la concentrazione di proteine presenti nell'alimento.

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