Come determinare il numero di formolo nelle bevande

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Nella seguente guida proverò a spiegarti tramite una serie di passi guida come determinare il numero di formolo nelle bevande, cioè a dire il numero complessivo di amminoacidi riscontrabili in una bevanda o in un succo di frutta. Tale calcolo è stato introdotto dal chimico danese Sorensen e consente di limitare i danni nei casi di problemi di fermentazione di una bevanda.

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Occorrente

  • pHmetro, beaker, buretta, pipette, agitatore magnetico, reagenti
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Per cominciare, la primissima fase della nostra analisi consisterà nella corretta individuazione dei reagenti. Dunque procurati quelli necessari alla buona riuscita del procedimento ovvero una soluzione NaOH (0,25 N), una soluzione di formaldeide concentrata portata a pH 8,1, dell'acqua ossigenata e per finire ovviamente delle soluzioni tampone standard (pH 4 e pH 7) necessarie alla taratura del pHmetro.

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Qualora il campione dovesse contenere anidride solforosa, aggiungi qualche goccia di acqua ossigenata. In tal modo otterrai l'eliminazione per ossidazione dell'anidride solforosa che potrebbe reagire con la formaldeide falsando i risultati. A questo punto immergi l'elettrodo del pHmetro nel campione e porta, sotto agitazione, il pH a 8,1 aggiungendo goccia a goccia la soluzione di NaOH 0,25 N. Operando sotto cappa, aggiungi 10 ml di formaldeide, agita e lascia raggiungere l'equilibrio. Il pH tornerà pian piano a diminuire. Infine, titola la soluzione, operando ancora sotto cappa, con idrossido di sodio (0,25 N) fino a pH 8,1.

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Per quel che concerne l'analisi di succhi di frutta puri, preleva 25 ml di campione con l'apposita pipetta, oppure, conoscendo l'esatta densità, pesane 25 grammi e mettili nel beaker. Per quanto riguarda invece le bevande analcoliche, come ad esempio la cola, preleva 200 ml di campione dopo aver opportunamente allontanato la CO2, ovvero l'anidride carbonica presente, collegando il campione al vuoto per pochi minuti o utilizzando un bagnetto ad ultrasuoni.

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Concludiamo con un po' di storia per capire chi era Soren Sorensen e perché sono così importanti per noi le sue scoperte. Si tratta di un chimico danese a cui è stato riconosciuto il merito di aver coniato il termine pH (ovvero letteralmente pondus hidrogenii dal latino che significa potenziale dell'idrogeno) all'inizio del secolo scorso ed avere stilato la relativa scala di misura con cui possiamo oggi definire numericamente il grado di acidità di un prodotto o una bevanda. Le sue ricerche furono particolarmente utili nell'analisi delle proteine e dei loro aspetti termodinamici.

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