Come costruire le interrogative indirette in Latino

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

La proposizione interrogativa indiretta esprime, generalmente, un dubbio (e, conseguentemente, un interrogativo) ed ha, normalmente, il congiuntivo. A seconda di come viene presentata una determinata domanda, è possibile distinguere quattro tipologie di tali proposizioni. Nella seguente semplice e rapida guida che vi andrò ad enunciare immediatamente nei passaggi successivi, vi spiegherò molto brevemente, ma comunque dettagliatamente, come bisogna costruire correttamente tutte le categorie di interrogative indirette, specificatamente in latino.

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Inizialmente affronterò le interrogative indirette chiamate retoriche, le quali servono per poter domandare un qualcosa di cui già si conosce la risposta e, solitamente, vengono introdotte dalle particelle "num" (quando si aspetta una risposta negativa) oppure "nonne" (qualora si attende una risposta affermativa). Inoltre, dovete sapere che le seguenti subordinate si trovano quasi sempre in dipendenza da "quaero". Successivamente, vi spiego le cosiddette interrogative indirette disgiuntive e, specificatamente, dovete sapere che esse, generalmente, vengono impiegate con l'obiettivo di porre varie alternative. Infatti, queste tipologie di proposizioni latine sono formate da più membri, di cui il primo è introdotto da "utrum" oppure "ne, mentre il secondo e gli altri sono introdotti sempre da "an".

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Ora vi parlo delle interrogative indirette cosiddette improprie e, precisamente, dovete assolutamente sapere che esse: devono essere sempre utilizzate quando desiderate chiedere una cosa che veramente ignorate completamente; sono introdotte dai pronomi, dagli aggettivi e dagli avverbi interrogativi, come quis (che significa "chi"), quid (ovvero "che cosa"), qui, quae, quod (che vuol dire "quale"), uter, utra, utrum (ossia "chi fra i due"), cur (cioè "perché") e quando (che corrisponde esattamente all'attuale lingua italiana). In assenza di pronomi, di aggettivi oppure d'avverbi, tali tipologie di proposizioni vengono introdotte dalle particelle "ne" o "num".

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Infine, le interrogative indirette denominate dubitative servono, praticamente, per poter esprimere appunto un qualsiasi dubbio e si trovano in dipendenza dai verbi indicanti un'incertezza ed una perplessità, seguiti da: "an", quando l'indeterminatezza propende verso una risposta affermativa; "an non", qualora la titubanza propende verso una risposta negativa; "ne", quando l'irresolutezza è reale.

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