Come comportarsi con un alunno dislessico

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

John Lennon, Tom Cruise, Milton Erickson. Persino Leonardo Da Vinci. Questi sono esempi, seppur molto superficiali rispetto al tema che andremo a breve a trattare, di personaggi famosi affetti da un disturbo di apprendimento. Coloro i quali soffrono del disturbo della dislessia ne viene spesso a conoscenza durante i primi mesi o anni di scuola, in particolare a tal proposito la maestra/o informerà i genitori di tale possibili difficoltà di apprendimento. Proprio per queste motivazioni è bene che il comportamento da parte dell'insegnate sia pressoché perfetto per non far pesare in alcun modo difficoltà nella lettura o nell'imparare a scrivere. Ecco dunque spiegato in questa guida come comportarsi con un alunno dislessico.

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Eseguire una diagnosi sul bambino

Molto spesso, fino a qualche anno fa, queste difficoltà erano spesso ampiamente trascurate e motivate con una scarsa voglia nell'impegno. Grazie a studi di recente pubblicazione però è emerso come questa si tratti di una vero e proprio disturbo da non sottovalutare e che, se analizzato e individuato precocemente può essere, se non annullato, limitato di molto. Tali accertamenti sono, in molti casi, diventati veri e propri screening che interessano tutti gli alunni che terminano la scuola dell'infanzia. Una diagnosi certa, tuttavia, è possibile solo al termine della seconda elementare ed è resa tale da un'equipe multidisciplinare composta da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo e un logopedista.

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Importante affidarsi agli specialisti

Una volta ottenuta la diagnosi, la prima cosa che i genitori e gli insegnanti devono fare è quella di non lasciarsi prendere dal panico. La dislessia infatti non è sinonimo di deficit intellettivo ma è semplicemente un disturbo che può essere affrontato con la giusta serenità e con la necessaria competenza. Affidarsi agli specialisti è una regola d'oro, come è importante creare una sorta di sinergia tra tutti i soggetti che, ogni giorno, ruotano attorno al bambino. I genitori devono rassicurare il proprio figlio, gli insegnanti hanno il compito di evitare isolamenti in classe e gli esperti sono chiamati a essere i capofila di questa vera e propria squadra di "pronto intervento".

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Usare tecniche di apprendimento ad hoc

Logopedisti e neuropsichiatri sono insomma i soggetti che guidano, giorno dopo giorno, mamma, papà e maestri, i quali però hanno un ruolo determinante nel successo della terapia. Gli insegnanti invece devono attuare tecniche di apprendimento ad hoc, spiegando alla classe le necessità dell'alunno dislessico. Così facendo infatti si crea un clima di complicità che rende la diversità una risorsa e non un ostacolo. Ecco dunque spiegato com'è corretto comportarsi con alunni dislessici.

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