Come classificare i terremoti

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

I terremoti sono degli eventi naturali caratterizzati da movimenti e assestamenti improvvisi, dovuti allo spostamento di masse rocciose presenti nel sottosuolo e determinati dalla generazione di forze di origine tettonica. Queste forze, a loro volta, liberano energia a livello di una specifica area interna della terra, chiamata ipocentro, a livello della quale si trovano delle fratture della crosta terrestre, che prendono il nome di faglie. A partire dal'ipocentro, le onde sismiche di propagano in tutte le direzioni, dando così origine all'evento sismico che viene percepito in superficie: l'area della superficie terrestre che si trova in linea verticale con l'ipocentro prende il nome di epicentro ed è la località in cui viene percepito maggiormente il terremoto. I sismi si differenziano tra loro in relazione alla profondità dell'ipocentro, all'energia rilasciata e alla profondità del sisma: andiamo quindi a vedere meglio come si possono classificare.

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Occorrente

  • Cartina geografica
  • Scale di valutazione
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In base alla profondità dell'ipocentro i terremoti possono essere distinti in superficiali, intermedi e profondi: i primi hanno un ipocentro situato tra 0 e 70 km di profondità; quelli intermedi, invece, presentano un ipocentro tra i 70 e i 300 km di profondità; infine, i sismi profondi, sono caratterizzati da una profondità dell'ipocentro che va dai 300 ai 720 km.

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Se vogliamo, invece, classificare i terremoti in relazione all'energia da essi rilasciata, possiamo adoperare due scale principali: la scala Mercalli e quella Richter. La scala Mercalli conferisce a ogni sisma un grado di gravità che va da 0 a 12: il dodicesimo grado indica la massima catastrofe. Questa scala si basa sugli effetti che il terremoto provoca sull'ambiente, quindi sulle persone e sugli edifici. La scala Richter, invece, misura quella che è l'intensità del sisma, indipendentemente dagli effetti sull'ambiente e sulle persone e si basa sulla quantità di energia che viene rilasciata e che prende il nome di magnitudo: quella massima che è stata misurata è pari a 9.

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Infine, è possibile effettuare una classificazione anche prendendo in esame l'origine del sisma: i terremoti più frequenti, nonchè quelli che rilasciano una maggiore quantità di energia, sono quelli tettonici, dovuti ai movimenti che si verificano lungo le faglie. Seguono i terremoti vulcanici, che sono più superficiali e hanno un epicentro limitato: questi si originano dall'attività del magma del sottosuolo. Ci sono poi i terremoti da crollo, dovuti, proprio alla caduta di frane o montagne: sono poco frequenti e hanno effetti circoscritti all'area in cui si verifica. Infine, esistono dei terremoti provocati dall'uomo, detti artificiali, dovuti a un'esplosione: la loro entità dipende dall'ordigno.

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