Come calibrare un microscopio

tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

All'interno di questa guida, andremo a parlare di microscopi. Nello specifico, in questo determinato caso, ci occuperemo di calibrarli. Proveremo a rispondere a questa specifica domanda: come si fa a calibrare un microscopio?  
Un microscopio è un oggetto appartenente ad una data tipologia di strumenti scientifici atti alla determinazione della concentrazione visiva della cosa che si scruta. Perché questa sia perfetta in ogni dettaglio, la calibrazione si rende fondamentale e imprescindibilmente necessaria. Un microscopio calibrato in maniera ottimale, aiuta chi lo adopera a determinare numericamente gli oggetti all'interno delle diapositive per ogni millimetro di liquido.

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Per calibrare correttamente, si dovrà procedere inizialmente posizionando accuratamente il micrometro e si dovrà girare il microscopio nella posizione denominata "ON", cioè pronta per l'utilizzo. Dovrete riuscire ad assicurare un obiettivo d'ingrandimento, che abbia un'impostazione sulla misurazione minima, misurata secondo scansione etichettata attraverso la dicitura specifica 4X. Inoltre, andrete a controllare la messa a fuoco del reticolo oculare.

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Ora si dovrà posizionare il micrometro regolandone bene il focus affinché quest'ultimo sia il più possibilmente chiaro e visibile attraverso l'oculare. Si controllerà la posizione parallela delle due scale allineando i valori di tipologia zero in maniera diretta e congiunta. Successivamente andranno conteggiate le divisioni del reticolo coperto rilevate durante la visualizzazione. Per comprendere meglio, basta fare un semplice esempio: 25 divisioni diventeranno 2,5 mm che misurerà il campo di lunghezza visita. Più esso andrà ad ingrandirsi e più diminuiranno le lunghezze.

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Ora sarà giunto il momento di preparare una delle diapositive con profondità standard determinando il volume ricercato. Sarà possibile usare il campo di misurazione per comprendere il suddetto volume e per farlo si moltiplicherà il campo visivo ovvero l'area dell'intera superficie. Ora, prendendo in considerazione le limitazioni standardizzate riguardanti la misurazione di 20 micro in profondità, avere una visuale di 2,5 mm significherà avere una profondità di 20 micrometri.

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Come operazione finale, basterà posizionare il caratteristico vetrino sempre seguendo lo standard quindi provvedere a contare il numero di oggetti presenti all'interno del campo adibito alla visuale. Si otterrà così la concentrazione del campione prescelto attraverso la moltiplicazione del volume generale riferito al modello per il totale di oggetti presenti, e che sono stati annoverati, nel campo visivo.  

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