Come calcolare la pressione differenziale

Tramite: O2O 20/04/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Conoscere bene il funzionamento degli organi interni al corpo umano risulta importante non soltanto quando ci si iscrive ad una facoltà universitaria sulla medicina. Tutti sanno che il cuore rappresenta il motore della vita, quindi bisogna assolutamente prendersene cura. Alcuni non conoscono invece la nozione di pressione sanguigna, dunque occorre spiegarla attraverso un concetto basilare. Con il termine pressione sanguigna viene intesa la forza esercitata dallo scorrimento del liquido ematico nel sistema cardio-circolatorio. Più semplicemente la pressione sanguigna costituisce la spinta tenuta ed impressa dal sangue contro le pareti dei vasi sanguigni. Nel momento in cui il fluido ematico raggiunge le varie arteriole ed i capillari periferici, la pressione sanguigna cade rapidamente. Quando torna nuovamente al muscolo cardiaco, il sangue viene mosso dalla pompa toracica e quella muscolare durante la fase di inspirazione. Questo processo determina una pressione sanguigna talmente potente che spinge una aspirazione di liquido ematico da parte dell'atrio destro relativo al cuore. Per stabilire quali valori di pressione sanguigna possano ritenersi standard, la medicina stila una media analizzando la popolazione in condizioni di benessere fisico. Naturalmente questi valori risultano differenti secondo vari fattori del singolo individuo (come ad esempio l'età, il sesso anagrafico ed il luogo geografico di provenienza). Le misurazioni così eseguite hanno come obiettivo principale quello di rilevare la pressione sanguigna massima e quella minima, affinché il cuore di un soggetto possa funzionare correttamente. Ad iniziare da questo intervallo di valori risulta quindi possibile calcolare la pressione differenziale. Nel presente tutorial vediamo dapprima la formula applicabile, poi le cause di incremento nel tratto dei vasi periferici ed infine il comportamento da assumere.

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Occorrente

  • Stetoscopio
  • Sfigmomanometro
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Sottrarre la pressione sistolica a quella diastolica

Innanzitutto bisogna ricordare che la pressione differenziale (chiamata anche pressione pulsatoria) viene calcolata facendo la differenza tra il valore di pressione sanguigna minima ed il valore di pressione sanguigna massima. La difficoltà nel calcolo da effettuare risulta quindi nulla, perché tutti sanno come fare una sottrazione. Un individuo viene ritenuto in benessere fisico qualora avesse dei valori approssimativamente già stabiliti. La pressione sistolica (massima) dovrà restare vicino ai 110-125 mmHg (millimetri di mercurio), mentre la pressione diastolica (minima) dovrà risultare tra i 70 mmHg ed i 75 mmHg. Da questo si intende che la pressione differenziale deve trovarsi mediamente nell'intervallo compreso tra i 40 mmHg ed i 50 mmHg.

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Conoscere le cause di aumento nei tratti dei vasi periferici

Il valore della pressione differenziale appena ottenuto potrebbe inoltre assumere il nome di pressione di pulsazione. Quest'ultima tende ad incrementarsi in maniera importante nei tratti dei vasi sanguigni essenzialmente per via di una duplice motivazione. La prima riguarda la diminuzione dell'elasticità dei vasi sanguigni che si trovano lontani dal muscolo cardiaco, provocata dalla minore dilatazione dei vasi sanguigni rispetto all'aorta. La seconda, invece, fa riferimento alla presenza delle cosiddette onde riflettorie, le quali crescono man mano che il liquido ematico si allontana dal cuore.

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Sapere il comportamento da adottare

Osservando il comportamento della pressione differenziale, occorre ricordare che un valore particolarmente elevato può essere la spia di una cattiva condizione in cui si trovano i vasi sanguigni. Soprattutto nei soggetti anziani ipertesi, la pressione minima (o diastolica) tende a calare, mentre la massima (o sistolica) può impennarsi. Questo fenomeno dipende da una progressiva riduzione di elasticità delle arterie, data dall'età. Di conseguenza è assolutamente necessario tenere sotto controllo questo valore. Qualora vi fosse un aumento significativo di quest'ultimo, potrebbero insorgere complicanze importanti. Dunque è consigliabile non trascurare i controlli periodici, soprattutto una volta superati i 60 anni di età. Uno stile di vita sano, inoltre, aiuterà a contrastare al meglio questo problema.

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