Come attribuire il nome ad un sale terziario

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Quando a scuola si studia una disciplina quale la chimica e come compito in classe viene assegnato quello di ricavare una formula attribuendogli un nome, può sembrare un'operazione abbastanza difficile da mettere in atto. Tuttavia, se si riesce a comprendere per bene il procedimento, utilizzando anche delle specifiche tabelle e facendo alcuni esercizi, la nomenclatura risulterà essere molto più agevole per qualsiasi formula. In questa guida semplificata, spiegheremo in modo semplice ma dettagliato come attribuire il nome ad un sale terziario.

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L'attribuzione del nome ad un sale terziario (o ternario) può avvenire conoscendone già la formula di partenza (ad esempio, NaClO2). In alternativa, è possibile farlo dal nome specifico. Nel primo caso, l'operazione richiede una moltiplicazione degli atomi dell'ossigeno (2) per -2 (ossia il numero di ossidazione), per cui si avrà: 2 * (-2) = -4.

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Successivamente, è possibile calcolare l’ossido-acido corrispondente da ClO2, quindi HClO2. In questa maniera si riesce a calcolare la formula chimica precisa, con il corrispettivo numero dell'ossidazione. A seguire, equiparandolo alla tavola periodica degli elementi, e nello specifico del cloro, si trovano i seguenti numeri : +1, +3, +5, +7. Il numero 3, che si trova in seconda posizione, è definito con la nomenclatura “oso”, e nel caso dei sali, il termine viene sostituito dal suffisso “ito”. Pertanto, in questo caso, il nome finale risulta essere: "clorito di sodio". Nel secondo esempio, ossia quando la formula chimica si intende ricavarla conoscendone già il suo nome di partenza, è necessario procedere nel modo che andremo ora a descrivere. Per prima cosa, avendo visto che il nome tradizionale lo descrive come “clorito di sodio”, in base a tutto questo, si può comprendere che dal suffisso "ito” che l’ossoacido corrispondente deve presentare un numero specifico di ossidazione. Quindi, andando nella suddetta tavola periodica, si scopre che corrisponde a “+3”. Il prossimo passo è quello di ricavare l’ossoacido che deriva dal sale, dal quale è necessario trovare la relativa formula chimica. È quindi necessario cercare il numero di ossidazione del cloro, che corrisponde a +3.

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Per concludere, a seconda dei suddetti appunti basati sul metodo di attribuzione del nome ai sali ternari, ed a margine di questa piccola guida, è possibile affermare che con gli opportuni approfondimenti, con una buona conoscenza della chimica e con un buona dose di esercitazione, attribuire un nome ad un sale terziario risulterà essere un qualcosa di abbastanza piacevole e di divertente. Una volta acquisita la pratica necessaria, a qualsiasi formula chimica, indipendentemente dal sale in questione, dall'acido o dall'ossido che si esaminano, gli si può attribuire il nome specifico, utilizzando uno dei metodi che abbiamo elencato in questa guida. La chimica è sicuramente una disciplina che a molti studenti risulterà essere particolarmente ostica, ma osservando i principi basilari, tra quelli che abbiamo esposto in precedenza, si avrà ottenuto un buon punto di partenza.

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