Come analizzare la fusione e la solidificazione di una sostanza

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tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

In questo articolo vogliamo aiutare tutti i nostri lettori a capire come poter analizzare la fusione ed anche la solidificazione di una sostanza. Ed ecco che grazie ai nostri semplici consigli, contenuti in questa guida, potremo di certo mettere in pratica tutto ciò che impareremo insieme ed anche la nostra voglia di fare. Nella seguente guida proveremo appunto, a spiegare a tutti voi, che siete interessati sia per studio che per passione, a questo argomento, in pochi semplici passi-guida, i principali metodi di fusione e solidificazione di una sostanza per mezzo dell'utilizzo di tiosolfato di sodio, il cui basso punto di fusione, equivalente a circa 47,5 gradi centigradi, consente una perfetta riuscita dell'esperimento. Pronti per iniziare? Buon lavoro e buon divertimento a tutti!

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Occorrente

  • termometro, cronometro, tiosolfato di sodio, becco di bunsen
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Nella prima parte dell'esperimento non dovremo far altro che partire con l'analizzare inizialmente, la fase di fusione della sostanza che è stata presa in considerazione, il tiosolfato di sodio per l'appunto. Per incominciare, riempiamo, però non completamente, una provetta grande con il tiosolfato di sodio ed immergiamo per bene, nel sale la punta di un termometro, facendo bene attenzione che essa non venga mai a contatto con le pareti della provetta stessa.

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Per evitare ciò dovremo cercare di fare in modo di fissarlo bene per mezzo di un apposito sostegno. È bene essere molto attenti ai singoli passaggi, che dovranno essere portati a termine, perché nel caso dovessimo saltarne qualcuno, si compormetterebbe l'intera riuscita di questa guida, e quindi non saremmo più in grado di analizzare la fusione e la solidificazione di una sostanza.

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Sistemiamo successivamente su un treppiedi ben collocato al di sopra di un bunsen, ovvero un bruciatore a gas, a fiamma moderata, affinché il sale arrivi pian piano a circa 40 gradi di temperatura. A questo punto, facciamo anche partire il cronometro e constatiamo per bene ed in modo preciso, di tanto in tanto, almeno ogni trenta secondi, il livello dell'acqua e la temperatura raggiunta. Pervenuti a 60 gradi, sarà il momento di spegnere il bunsen e di continuare con la fase successiva dell'esperimento.

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La seconda parte sarà appunto quella relativa alla solidificazione. Dovremo anche in parte procedere come per la fusione, facendo si che il cronometro parta nel momento in cui il termometro indicherà un grado di calore del tiosolfato fuso, pari a circa 60 gradi centigradi, e controllando ogni tanto finché il sale non arriverà a 35 gradi centigradi circa di temperatura.

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Se preferiamo invece, anziché utilizzare il bunsen, potremo tranquillamente, anche utilizzare e quindi far riferimento, ad una piastra riscaldante elettrica che comunque svolge la stessa identica funzione. Ed ecco che in pochissimi passaggi anche noi potremo essere finalmente in grado di analizzare la fusione e la solidificazione di una sostanza, senza rischiare di incorrere in sbagli o anche senza rischiare di saltare qualche passo, moltpo importante per la giusta riuscita del tutto.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Con la buona volontà e voglia di fare, grazie al metodo del fai da te, saremo in grado di realizzare, con le nostre mani, qualcosa di davvero unico e molto speciale, diverso dal comune!
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