Come analizzare dei campioni di terreno

Tramite: O2O 20/10/2018
Difficoltà: difficile
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Introduzione

La cura e la conoscenza del terreno in cui coltiviamo le nostre piante è indispensabile per la loro salute. Il terreno infatti è la fonte principale di approvvigionamento da parte della pianta, da esso infatti le radici assorbono acqua e nutrienti fondamentali per la sopravvivenza. In primo luogo è opportuno operare un corretto campionamento del terreno così che i risultati delle analisi potranno essere sufficientemente attendibili e indicativi della situazione del tuo terreno. Prima di buttare fertilizzante in quantità casuali e senza un criterio, rischiando di rendere sterile il terreno, è bene precedere ad una stima delle sue caratteristiche. In questa guida, quindi, vedremo come fare per riuscire ad analizzare correttamente dei campioni di terreno.

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Occorrente

  • Laboratorio di analisi
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Che cos'è il terreno

Un terreno di norma è un insieme di materiale organico e minerale che ne costituisce la porzione solida del terreno ed acqua, gas e sostanze disciolte che è la porzione liquido-gassosa del terreno. Avere rispetto e cura del terreno è quindi essenziale per difendere la fertilità al fine di ottenere un raccolto eccellente. Esistono terreni sabbiosi, per esempio oppure argillosi che pur avendo per esempio una percentuale inorganica simile, sono completamente differenti per densità oltre che per la mera composizione chimica. È quindi indispensabile effettuare delle indagini per valutarne lo stato di ?salute?. La quantità di fertilizzanti da aggiungere ad un terreno inoltre, non dipende solo dalla sua composizione chimica, ma anche dal clima, dalle precedenti colture e dalla presenza di microrganismi. Quindi solo dopo un?attenta analisi è possibile scegliere con oculatezza la quantità e la qualità di fertilizzante da utilizzare. La conoscenza delle percentuali costitutive del terreno è indispensabile per programmare una coltivazione.

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Che cos'è il campionamento del terreno

Quando si decide di effettuare un campionamento si deve seguire un criterio piuttosto rigoroso, sia per quanto riguarda le quantità, che le metodologie, oltre naturalmente che per i contenitori. Se disponiamo di una vasta area coltivata, prendiamo 2 campioni circa ogni 1000 metri quadri a meno che il terreno non sia di confine fra due zone profondamente differenti. Alloggiamo il campione in sacchetti puliti, possibilmente tutte della stessa dimensione, così che la quantità di campione prelevata sia sempre la medesima. È ovvio che se il campione dovesse eccedere le dimensioni sarà sempre possibile ridurlo in laboratorio. Riguardo la profondità a cui scavare, possiamo regolarci in questo modo: nei prati manteniamoci ad una profondità di estrazione di 15 centimetri, per fiori e piante scaviamo ad una profondità di 40 centimetri massimo, per gli alberi scendiamo ad una profondità di 60 centimetri. Stiamo sempre parlando di campionamenti su terreni più o meno coltivati, quindi supponiamo che ad un certo punto della loro storia recente abbiano subito un rimescolamento superficiale come un'aratura o qualcosa di paragonabile, che ha reso sufficientemente omogenea la parte interessata. Nel caso degli alberi, invece il terreno tende ad essere stato meno manipolato, quindi se si fa un campionamento e si notano fasce ben distinguibili in profondità, si può anche ricorrere ad un prelievo stratificato per risolvere eventuali dubbi.

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Che cos'è il metodo di Bouyoucos

La tessitura del terreno è analizzata di norma col metodo di Bouyoucos che permette di valutare la granulometria del suolo ossia le dimensioni delle componenti pesanti del terreno. Questa metodica permette di distinguere le particelle che compongono il terreno in base alla grandezza. Normalmente si fa riferimento ad una tabella detta solitamente triangolo della tessitura e che riporta le percentuali granulometriche. Questa analisi sfrutta la capacità che le particelle di terreno hanno di depositarsi in tempi diversi in base alle loro dimensioni.

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Che cos'è l'analisi potenziometrica

Per conoscere l?acidità del tuo terreno possiamo procedere con un?analisi potenziometrica. Questa analisi valuta la quantità di ioni H3O+ in una soluzione acqua-terreno. La determinazione del pH è fondamentale perché da essa dipende la disponibilità dei nutrienti. Altra analisi che dobbiamo effettuare è la determinazione del calcare con il metodo gas volumetrico. Con questo tipo di analisi possiamo conoscere il quantitativo di carbonati presenti nel terreno. La metodologia sfrutta la capacità che il terreno ha di sviluppare biossido di carbonio a seguito della decomposizione dei carbonati con aggiunta di un acido. Per questa analisi si usano appositi strumenti che stimano in sostanza la variazione della conduttività di una sospensione di terra in acqua tramite appositi elettrodi.

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Che cos'è il metodo di Walkley e Black

Col metodo di Walkley e Black possiamo determinare la quantità di sostanza organica presente nel terreno. Con questo metodo possiamo conoscere la frazione organica di origine animale e vegetale ed indirettamente di avere una stima di massima dei loro rapporti in base alla relazione fra carbonio e azoto. Dall'ossidazione con bicromato di potassio infatti è possibile quantificare la quantità di carbonio organico presente. Altro parametro fondamentale che dobbiamo valutare è il rapporto tra carbonio e azoto (C/N), grazie al quale possiamo determinare lo condizione di fertilità del nostro terreno. Si tratta di una tecnica sempre basata sulla variazione di conduttanza.

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Che cos'è il metodo di Olsen

Il fosforo è fondamentale per il suolo, esso è indispensabile in tutti i processi biochimici di una pianta. La sua misura può essere effettuata mediante il metodo di Olsen. Un campione di terreno infatti, trattato con una soluzione di bicarbonato di sodio, sviluppa fosfatiche in un ambiente acido si trasformano in acido fosforico. L?acido fosforico inoltre reagendo con molibdici di ammonio forma dei complessi che reagendo ulteriormente con acido ascorbico generano una soluzione di colore blu. L?intensità del blu è direttamente proporzionale alla quantità di fosforo presente nel tuo campione di terreno. Questo è un metodo cromatografico, e la stima si fa tramite l'uso di una mappa cromatica o in alternativa con uno spettrometro che valuta proprio il colore del prodotto di reazione.

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Che cos'è l'analisi dei macroelementi

Una volta determinata la qualità del terreno come supporto per piante, se ne devono stimare le proprietà nutritive anche al fine di regolarsi con l'aggiunta di fertilizzanti o con la variazione delle specie che si intendono coltivare in un'ottica più integrata e meno invasiva. Altra analisi indispensabile che dobbiamo effettuare è quindi la determinazione dei macroelementi assimilabili quali magnesio, sodio e calcio. Il metodo si basa sulla lettura allo spettrofotometro di un estratto in soluzione acquosa di terreno in presenza di acetato di ammonio. Il magnesio è uno degli elementi più importanti per la vita delle piante: esso infatti è il principale costituente della clorofilla. La clorofilla è la sostanza attraverso cui è possibile il ciclo di respirazione delle piante e la fotosintesi, ed è quindi uno dei parametri più rilevanti. Il calcio invece influenza il pH, grosse quantità determinano un innalzamento del valore del pH.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Potete effettuare alcune delle stime con stumenti fai da te, ma i risultati saranno poco attendibili, di solito, ed adatti solo alla didattica
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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