Come analizzare dei campioni di terreno

tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

Per una totale produttività delle piante che coltiviamo è opportuno conoscere e curare per bene i proprio terreni. Il terreno infatti è la fonte principale di approvvigionamento da parte della pianta, da esso infatti le radici assorbono acqua e nutrienti fondamentali per la sopravvivenza. In primo luogo è opportuno operare un corretto campionamento del terreno così che i risultati delle analisi potranno essere sufficientemente attendibili e indicativi della situazione del tuo terreno. In questa guida, quindi, vedremo come fare per riuscire ad analizzare correttamente dei campioni di terreno.

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Un terreno di norma è un mix di materiale organico e minerale (porzione solida del terreno) con acqua, gas e sostanze disciolte (porzione liquido-gassosa del terreno). Avere rispetto e cura del terreno è quindi essenziale per difendere la fertilità al fine di ottenere un raccolto eccellente. È quindi indispensabile effettuare delle indagini per valutarne lo stato di “salute”. La quantità di fertilizzanti da aggiungere ad un terreno inoltre, non dipende solo dalla sua composizione chimica, ma anche dal clima, dalle precedenti colture e dalla presenza di microrganismi. Quindi solo dopo un’attenta analisi è possibile scegliere con oculatezza la quantità e la qualità di fertilizzante da utilizzare.

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Come detto in precedenza, è opportuno effettuare un corretto campionamento: il prelievo di un campione di terreno è un’operazione molto semplice e rapida. Se disponiamo di una vasta area coltivata, prendiamo circa 2 campioni ogni 1000 metri quadri. Alloggiamo il campione in delle sacche possibilmente tutte della stessa dimensione, così che la quantità di campione prelevata sia sempre la medesima. Riguardo la profondità a cui scavare, possiamo regolarci in questo modo: nei prati manteniamoci ad una profondità di estrazione di 15 centimetri, per fiori e piante scaviamo ad una profondità di 40 centimetri massimo, per gli alberi scendiamo ad una profondità di 60 centimetri.

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La tessitura del terreno è analizzata di norma col metodo di Bouyoucos che permette di valutare la granulometria del suolo. Questa metodica permette di distinguere le particelle che compongono il terreno in base alla grandezza. Normalmente si fa riferimento al triangolo della tessitura che riporta le percentuali granulometriche. Questa analisi sfrutta la capacità che le particelle di terreno hanno di depositarsi in tempi diversi in base alle loro dimensioni.

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Per conoscere l’acidità del tuo terreno possiamo procedere con un’analisi potenziometrica. Questa analisi valuta la quantità di ioni H3O+ in una soluzione acqua-terreno. La determinazione del pH è fondamentale perché da essa dipende la disponibilità dei nutrienti. Altra analisi che dobbiamo effettuare è la determinazione del calcare con il metodo gas volumetrico. Con questo tipo di analisi possiamo conoscere il quantitativo di carbonati presenti nel terreno. La metodologia sfrutta la capacità che il terreno ha di sviluppare biossido di carbonio a seguito della decomposizione dei carbonati con aggiunta di un acido.

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Col metodo di Walkley e Black possiamo determinare la quantità di sostanza organica presente nel terreno. Con questo metodo possiamo conoscere la frazione organica sia animale sia vegetale. Dall'ossidazione con bicromato di potassio infatti è possibile quantificare la quantità di carbonio organico presente. Altro parametro fondamentale che dobbiamo valutare è il rapporto tra carbonio e azoto (C/N), grazie al quale possiamo determinare lo condizione di fertilità del nostro terreno.

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Il fosforo è fondamentale per il suolo, esso è indispensabile in tutti i processi biochimici di una pianta. La sua misura può essere effettuata mediante il metodo di Olsen. Un campione di terreno infatti, trattato con una soluzione di bicarbonato di sodio, sviluppa fosfatiche in un ambiente acido si trasformano in acido fosforico. L’acido fosforico inoltre reagendo con molibdici di ammonio forma dei complessi che reagendo ulteriormente con acido ascorbico generano una soluzione di colore blu. L’intensità del blu è direttamente proporzionale alla quantità di fosforo presente nel tuo campione di terreno.

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Altra analisi indispensabile che dobbiamo effettuare è la determinazione dei macroelementi assimilabili quali magnesio, sodio e calcio. Il metodo si basa sulla lettura allo spettrofotometro di un estratto in soluzione acquosa di terreno in presenza di acetato di ammonio. Il magnesio è uno degli elementi più importanti per la vita delle piante: esso infatti è il principale costituente della clorofilla. Il calcio invece influenza il pH, grosse quantità determinano un innalzamento del valore del pH.

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