Come accentare versi in esametro

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Se frequenti un liceo, sicuramente ti troverai alle prese con le lingue classiche, cioè il latino e/o il greco. Quando si è ai primi approcci nei confronti dei versi greci e latini, si può trovare qualche immediata difficoltà, data soprattutto dall'accentazione del tutto particolare e diversa dalla lingua italiana. Ecco qualche consiglio per semplificarne almeno l'ambito di comprensione e sapere come accentare i versi in esametro.

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Occorrente

  • Versi greci o latini
  • Matita
  • Pazienza
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I testi classici

Nei testi classici greci e latini, l'esametro, più correttamente chiamato "esametro dattilico" (o esametro eroico) non è altro che un "metro" della poesia, il più diffuso e utilizzato dagli autori antichi. Studiare queste lingue, sebbene ormai morte, è molto importante per una conoscenza completa della nostra storia e anche per sapere riconoscere e capire le nostre parole moderne. Facendo riferimento alle regole fondamentali della metrica classica, possiamo dire che l'esametro risulta formato da una "esapodia dattilica". Ciò significa che vi sono "sei piedi dattilici", tra i quali l'ultimo è chiamato "catalettico", perché manca di una sillaba. Lo schema che ne risulta è così composto: ˉˉˉ˘˘ˉˉˉ˘˘ˉˉˉ˘˘ˉˉˉ˘˘ˉˉˉ˘˘ˉˉ˘.

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Il "dattilo"

Il "dattilo", che è l'elemento fondamentale della struttura dell'esametro, presenta la prima vocale accentata, dunque comincia con una vocale lunga; le due seguenti vocali, invece, non sono accentate, poiché sono vocali brevi. Questo appena descritto è lo schema esametrico più diffuso nei testi classici. A causa della sua lunghezza, spesso questo metro può prevedere anche una una pausa, che si presenta il più delle volte sotto forma di dieresi. Tra le pause più utilizzate troviamo la "pentemimera", così chiamata perché viene posta dopo il quinto mezzo piede.

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La regola fondamentale

Questa è in breve la struttura di un esametro con relativa accentazione. Se ti sembra ancora di difficile comprensione, proviamo insieme ad esercitarci con un verso; per esempio questo, tratto dal "De Rerum Natura II" di Lucrezio: Hànc veterès Graiùm | doctì cecinère poètae sèdibus in currù | biiugòs agitàre leònes, àëris ìn spatiò | magnàm pendère docèntes In questo esempio, puoi concretamente notare la struttura esametrica, con l'accentazione della prima vocale e le due seguenti senza accento. Ora puoi facilmente applicare l'accentazione corretta e puoi riconoscere facilmente anche le eccezioni alla regola, che sono abbastanza diffuse. La regola fondamentale per riuscire in questo compito è, naturalmente, avere passione per le lingue classiche, insieme a tanto esercizio.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Ci vuole molto esercizio, non si impara dall'oggi al domani, ma una volta che avrai imparato, sai bravissimo con le lingue classiche.

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