Cartesio e il suo metodo

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Introduzione

La filosofia è una materia piuttosto interessante e complessa allo stesso tempo, nata secoli fa e sviluppata grazie alla mente di moltissimi teorici e studiosi del comportamento umano, che si sono susseguiti nel tempo. Tra i più grandi filosofi e teorici del XVII secolo possiamo trovare Cartesio, famoso ormai per il suo teorema.
Renè Cartesio nacque a Lattaye nel 1596 e morì a Stoccolma nel 1650. Nel 1616 si laureò in diritto a Poitiers. Nel 1636 redasse rapidamente il "Discorso" del metodo per ben condurre la propria ragione a cercare la verità delle scienze. Apportò una riforma all'algebra e una teoria generale delle equazioni; fondò una geometria analitica che permette di tradurre le equazioni in curve grazie alle coordinate; in fisica scoprì le leggi della rifrazione; in fisiologia la circolazione del sangue. Nuova fu la sua idea direttrice di una matematica universale, cioè la possibilità di estendere su tutto quanto il sapere "il metodo matematico", ritenuto perfetto, rigoroso e progressivo. Vediamo di approfondire il discorso attraverso i passi di questa guida.

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Il metodo

Per Cartesio il metodo è il punto di partenza e il punto di arrivo della filosofia, crea la metafisica e viene poi giustificato da essa. Lo strumento generale della conoscenza è la raison o il buon senso. Questa facoltà è naturale all'uomo. La diversità delle opinioni proviene non dalla ragione, ma dal modo in cui la si applica, cioè dal metodo che si adopera. Prima di ogni altra cosa, il filosofo che cerca la verità, deve trovare il metodo adatto per essere condotto a questa. I quattro precetti del"Discorso" definiscono questo metodo matematico ridotto all'essenziale.

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Il primo precetto

Il primo precetto riguarda l'intuizione, chiamato "regola dell'evidenza". Cartesio ha una concezione particolare dell'evidenza: essa consiste nell'intuizione intellettuale di una idea chiara, e suo carattere specifico è l'indubitabilità. Ciò significa tenersi sempre all'evidenza, scartare ogni pregiudizio e provare le proprie certezze. Ecco perché la prima tappa cartesiana sarà il dubbio. Gli altri tre precetti, a differenza del primo, riguardano la deduzione; il secondo precetto consiste nel dividere le difficoltà che si esamineranno in tante parti quante sarà possibile e tante quante saranno richieste per meglio risolverle: lo spirito cerca l'intuizione attraverso l'analisi per dare un punto di partenza alla deduzione.

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Il terzo precetto

Il terzo precetto esamina la capacità di condurre con ordine i pensieri, cominciando dagli oggetti più semplici e più facili da conoscere per risalire a gradi fino alla conoscenza degli oggetti più complessi. Questo precetto, ha in sé due caratteri importanti, l'ordine e il grado: il primo è di carattere logico secondo il quale le verità dipendono le une dalle altre. Il grado è la medesima cosa, infatti è preso in senso matematico, come per esempio una equazione di primo, secondo e terzo grado. Infine c'è il quarto precetto che argomenta la facoltà di compiere le più ampie enumerazioni, in modo tale da essere sicurissimi di non omettere nulla.
Studiare la vita e il pensiero dei vari matematici è un modo per avvicinarci alla materia ed apprezzarla di più, e in qualche modo capire anche come funzionano le varie leggi. Cartesio è stato una grandissimo matematico e filosofo e non possiamo non ammirare la sua opera. Vi auguro quindi buono studio.
Alla prossima.

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