Caratteristiche dello stile dorico

Tramite: O2O 29/03/2018
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Introduzione

Dei tre ordini architettonici che caratterizzano l'architettura greca, lo stile dorico è il più antico. Nato in Grecia, e più precisamente nel Peloponneso, con la colonizzazione si diffuse ampiamente anche in Italia e in particolare in quelle zone che all'epoca facevano parte della Magna Grecia: Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Basilicata. Il fondamento dell'arte greca è la ricerca della perfezione, dell'equilibrio e dell'armonia. Nella filosofia cercavano il principio generatore, la fonte di tutte le cose e nell'arte rappresentavano ciò che è immutabile ed immobile. Questa ricerca si sviluppa principalmente nella scultura e nell'architettura, nei siti archeologici possiamo ammirare i resti della grande civiltà greca, la cui summa è rappresentata senza dubbio dal tempio, un edificio di culto dedicato ad una divinità. Ecco a seguire quali sono le principali caratteristiche di questo stile.

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Il tempio

Il tempio greco fa la sua comparsa tra il VIII secolo e il VII a. C. E presenta una struttura di dimensioni variabili. Rivolto ad est, verso il sole per motivi astronomici o pratici (illuminazione migliore), il tempio presenta una struttura fissa composta da una cella interna (naòs) e da un atrio (prònaos). A seconda del numero delle colonne presenti in facciata, il tempio è classificato in teràstilo (quattro colonne), esàstilo (sei colonne) ed octàstilo (otto colonne). La facciata del tempio è peculiarmente decorata perché le celebrazioni avvenivano all'esterno, l'unico a poter accedere al tempio era il sommo sacerdote.

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Gli stili

Per realizzare il tempio i blocchi di pietra venivano estratti dalla roccia grazie ad un procedimento complesso e molto lungo e trasportati fino al cantiere attraverso un sistema che prevedeva la costruzione intono ad essi di una sorta di ruota, il procedimento è ancora visibile oggi presso le cave di Cusa a Mazara del Vallo. Si distinguono tre stili principali: dorico, ionico e corinzio. Sono chiamati anche "ordini" perché prevedono appunto una disposizione ordinata e proporzionata degli elementi che li caratterizzano: base, colonna, capitello, architrave e fregio.

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La colonna dorica

La colonna dorica è priva di base ed è composta da fusto e dal capitello, poggia direttamente sullo stilobate ed è rastremata verso l'alto (il diamentro della colonna dal basso verso l'alto si restringe) presentando dalle 16 alle 24 scanalature verticali a spigolo vivo. È sormontata da un capitello composto da un echino (cuscinetto) e un abàco (parallelepipedo a base quadrata), su di esso poggia un architrave liscio facente parte della trabeazione. L'effetto che si ottiene è di una struttura robusta e maestosa con forme semplificate, decise ed essenziali.

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Gli ordini dell'architettura, Vitruvio (IV,1)

"Quindi dalla diversità delle colonne sono nati tre diversi ordini, chiamati Dorico, Jonico e Corintio. Di questi il primo ad essere inventato fu il Dorico: imperocchè Doro figliuolo di Elleno, e della ninfa Ottico fu Re di tutta l'Acaja e del peloponneso: costui fabbricò in Argo, antichissima città, un tempio nel luogo sacro a Giunone ed a caso riuscì di quest'ordine: molti altri tempi poi si fecero nelle altre città d'Acajadi questo stesso ordine, ancorchè non se ne sapessero ancora le sue vere, e giuste proporzioni. [...] cominciarono a fabbricarvi de' tempj: e il primo fu ad Apollo Panionio simile a quello, che avevano veduto nell' Acaja, e lo chiamarono fin anche Dorico, perché il primo che avevano veduto fatto in questa maniera, era stato nella città de' Dorj. In questo tempio volendo mettervi delle colonne, ma non avendone le vere proporzioni, e ricercando il modo, come farle non solo atte a regger peso, ma anche belle a vedere, risolvettero di misurare, la pianta del piede, umano, e ritrovato esser la sesta parte dell'altezza d'un uomo, fecero perciò le colonne alte compresovi il capitello, quanto sei grossezze da basso di essa colonna: e cosi cominciò la colonna Dorica ad avere negli edifizj la proporzione, la sodezza e la bellezza del corpo umano."
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conclusione

Le colonne doriche presentano un posto fisso nella storia e nella tradizione dell'architettura classica. Gli antichi stili di costruzione sviluppati in Grecia e a Roma sono stati fatti rivivere e codificati da architetti rinascimentali e studiosi come Giacomo da Vignola e Andrea Palladio. Essi divennero noti come i Cinque Ordini: l'Ordine toscano (romano), l''Ordine Dorico (greca e romana), l'ordine ionico (greca e romana), l'Ordine corinzio (greca e romana) e l'Ordine Composito (romano). Questi stili sono stati rivisitati nel movimento neogreco nel tardo 18 ° e 19 ° secolo e hanno portato gli elementi dell'architettura classica in auge.

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