Breve analisi di "Una vita" di Italo Svevo

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Introduzione

Aaron Hector Schmitz, o meglio conosciuto come Italo Svevo, nasce a Trieste nel dicembre del 1861. Sin da giovane Svevo coltivò la sua passione per la letteratura, componendo il suo primo romanzo nel 1892 "Una Vita". In quest'opera narrativa, Svevo parla di un giovane ragazzo, Alfonso Nitti, che fortemente appassionato dalla letteratura, lascia la sua città natale, per trasferirsi a Trieste. Una volta trasferito, trova lavoro come impiegato bancario. Lui odia questo lavoro, ma un giorno venne a conoscenza di Macario ed Annetta, figlia a sua volta di un altro banchiere. Alfonso iniziò ad avere una relazione con Annetta, poiché condividevano lo stesso interesse per la letteratura. Ma esso il giorno stesso del suo matrimonio con Annetta, fuggì, e tornò al suo paese d'origine. Lì vi trovò la madre, gravemente malata che successivamente morì.
Così dopo aver ricevuto la cattiva notizia, tornò nuovamente a Trieste, dove scoprì che Annetta si era impegnata con Macario, suo migliore amico. Da questo momento Alfonso, cercò in tutti i modi, di tornare alla sua vecchia vita, ma fallì in ogni suo intento. E dopo aver avuto un battibecco con il fratello di Annetta, scelse di suicidarsi e porre fine alla sua esistenza. Ma andiamo a fare una breve analisi più approfondita del testo stesso.

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Occorrente

  • Lettura del testo
  • Confronto con i romanzi veristi francesi e italiani
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La difficoltà di integrazione causano un forte disagio ad Alfonso, tanto da non voler stare più nemmeno a casa della famiglia Lanucci, con la quale non è in grado di instaurare nessun tipo di rapporto. Alfonso Nitti, non essendo in grado di agire e reagire alla società può solo sognare. Il confronto tra Italo Svevo e Giovanni Verga è evidente infatti, mentre il primo compone personaggi noti per la loro incapacità, il secondo ha dato vita a personaggi che cercano di lottare facendosi coraggio anche se dopo vengono sconfitti. Alfonso Nitti, invece, è uno sconfitto, un asociale riservato, che non riesce ad adattarsi né alla lotta né alla vita.

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Nel romanzo "Una vita", Alfonso Nitti evidenzia le qualità negative dell’uomo, incapace di lottare nella vita, dove l'unica soluzione è il suicidio. Nonostante la vita di Alfonso sia inutile, viene accettata lo stesso, ma in modo passivo; perché a lavoro sarà disprezzato da tutti, non riuscirà a vivere il suo amore per Annetta, non riuscirà a tornare al suo Paese dopo la morte della madre. Alfonso credendo che Annetta desideri la morte, pensa che il suicidio è come una liberazione.

Continua la lettura
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La storia è retta dalla figura centrale Alfonso Nitti, che è raggiunto dagli altri personaggi il quale al contrario sono determinati nelle decisioni. Alfonso è uno che prevede e vede la vita in modo negativo così da non riuscirsi né ad inserirsi né ad adeguarsi nel mondo che lo circonda. Il romanzo di Svevo può essere definito un romanzo psicologico, perché si concede all’autoanalisi ovvero un esame di coscienza approfondita.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Nella letteratura italiana il mito dell’eroe romantico viene sostituito dall’eroe decadente di Alfonso Nitti
  • Importante è leggere il tratto in cui l’ideologia della vita viene spiegata attraverso il volo dei gabbiani

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