Breve analisi di "Una vita" di Italo Svevo

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

"Una Vita" è il primo romanzo di Italo Svevo. Il vero nome dell'autore, in realtà, è Aaron Hector Schmitz, il quale - rispecchiando in pieno la crisi identitaria italiana e occidentale dell'Occidente, sceglie di utilizzare lo pseudonimo, appunto, di Italo Svevo. Nasce a Trieste nel dicembre del 1861 e, insieme a Luigi Pirandello, viene utilizzato come esempio lampante di un cambiamento della cultura e della letteratura italiana. Egli, infatti, nei suoi componimenti riflette un interesse, un'indagine e uno sguardo che va dritto all'inconscio dell'essere umano, facendosi ispirare in maniera critica dalle scoperte nel campo della psicologia e della psicanalisi perpetuate da studiosi come Sigmund Freud.La letteratura di Italo Svevo è disseminata di personaggi definiti "inetti", incapaci di raggiungere i propri sogni e di agire in maniera incisiva ed assertiva sulla realtà che li circonda. Il suo primo romanzo è esemplificativo in questo senso e permette di aprire uno spiraglio sulla biografia dell'autore. "Una vita" viene pubblicato nel 1892, dopo un primo rifiuto da parte dei Fratelli Treves (editori di Giovanni Verga e Gabriele D'Annunzio", a carico di un piccolo editore Triestino: Vram. In questa guida proporremo una breve analisi dell'opera.

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Occorrente

  • Lettura del testo
  • Fogli
  • matite
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Trama

In quest'opera di narrativa, viene snocciolata la vicenda -esteriore ed interiore- di un giovane ragazzo, Alfonso Nitti che, in seguito alla morte del padre e a difficoltà finanziare della famiglia, lascia la sua città natale per trasferirsi a Trieste. Nitti è un uomo appassionato di letteratura e fiero della sua cultura umanistica. Tuttavia, una volta trasferito, trova lavoro come impiegato bancario. Ovviamente Nitti detesta questo lavoro, nonostante gli permetta di vivere da vicino l'agiatezza della vita borghese. Il protagonista passa le sue giornate nella biblioteca comunale, con il naso affondato nei libri, fin quando il suo superiore, Maller, lo invita a casa sua. In quest'occasione Nitti incontra Annetta, la figlia di Maller, anch'essa con aspirazioni letterarie. Fra i due nasce una relazione, se così si può definire ed anche una collaborazione. Annetta, infatti, vorrebbe commissionargli la scrittura di un romanzo comune. Nella stessa occasione Nitti conosce Macario, giovane intelligente e sicuro di sé, che diventerà una sorta di modello. Nitti è combattuto, pensa che quella possa essere la sua occasione per accedere ad una vita diversa, riscattando quel vuoto e quella frustrazione che l'avevano sempre caratterizzato, tuttavia sente di non amare realmente Annetta. Quando la relazione con la figlia di Maller sembra ufficializzarsi Nitti entra in crisi. Lascia Trieste con la scusa di dover assistere la madre malata. Tornato al paese natale Alfonso Nitti trova la madre realmente malata, al seguito della morta di quest'ultima Nitti torna a Trieste, deciso a cambiare radicalmente la sua esistenza. Al suo arrivo apprende del fidanzamento fra Annetta e Macario. Tutti i buoni propositi vengono distrutti, il protagonista viene assalito da un'insistente gelosia e si sente deriso, umiliato, criticato dall'ambiente triestino. Da questo momento Alfonso, cercò in tutti i modi, di tornare alla sua vecchia vita, ma fallì in ogni suo intento. I suoi tentativi di ricucire i rapporti, le sue richieste di cessare le persecuzioni nei suoi confronti a Maller e Annetta, vengono recepiti come minacce. Cerca di combinare un incontro con Annetta, al quale però si presenta il fratello, sfidandolo a duello. Alfonso Nitti sceglie di porre fine alla sua esistenza perché incapace di viverla e sostenerla.

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Titolo e protagonista

"Un inetto" era Il titolo originale individuato da Svevo per questo romanzo. Tuttavia l'editore non lo ritenne un titolo sufficientemente accattivante e propose "Una Vita" per sostituirlo. La storia è retta dalla figura centrale Alfonso Nitti, un personaggio debole e afflitto da una profonda insicurezza psicologica. Attorno a lui gravitano altri personaggi i quali, al contrario, sono determinati nelle decisioni. Alfonso è uno che prevede e vede la vita in modo negativo così da non riuscirsi né ad inserirsi né ad adeguarsi nel mondo che lo circonda. Per questo Il romanzo di Svevo può essere definito un romanzo psicologico, perché si addentra ad osservare un uomo e i suoi processi inconsci, attuando un autoanalisi - ovvero un esame di coscienza approfondita contestualizzata in un preciso meccanismo sociale. Alfonso Nitti, non essendo in grado di agire e reagire alla società può solo sognare. Il confronto tra Italo Svevo e Giovanni Verga è evidente infatti, mentre il primo compone personaggi noti per la loro incapacità, il secondo ha dato vita a personaggi che cercano di lottare facendosi coraggio anche se dopo vengono sconfitti. Alfonso Nitti, invece, è uno sconfitto, un asociale riservato, che non riesce ad adattarsi né alla lotta né alla vita.Nel romanzo "Una vita", Alfonso Nitti è uno sconfitto. Un anti-eroe che sceglie di trovare la pace nella morte, unica condizione che possa liberare dalla sofferenza del giudizio e dell'incomprensione del prossimo. Alfonso fallirà nel comunicare, nell'affermarsi, nello scegliere e anche nel mentire. Determinerà lui stesso il progressivo franare della sua esistenza. A lavoro sarà disprezzato da tutti, non riuscirà a vivere il suo amore per Annetta, non riuscirà a tornare al suo Paese dopo la morte della madre. Un inetto, quindi, è da intere come un incapace alla vita. Nonostante la profonda cultura e la profondità di Alfonso Nitti, tutto è paralisi o disfatta.

Continua la lettura
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Influenze e fonti

La scrittura e i temi trattati da Svevo in "Una Vita" e nella sua letteratura in generale, richiamano gli influssi strutturali del tempo e le ideologie filosofiche e umanistiche di autori come Schopenhauer, Balzac, Stendal, Flaubert, Goethe, Zola, Joyce, Charles Darwin e, come già anticipato, Freud.

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Caratteristiche dell'opera

Nonostante i modelli letterari di Svevo fossero orientati verso i romanzi di formazione e il romanzo psicologico francese, in "Una Vita" assistiamo ad una sperimentazione squisitamente inconscia. Infatti a guidare la vicenda è la voce interna di Alfonso Nitti, le sue divagazioni, i suoi pensieri e le sue contraddizioni. La mente del protagonista è un labirinto nel quale si districa la realtà. I processi inconsci si intrecciano e si moltiplicano senza trovare una vera e propria via d'uscita.

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Il narratore

Tuttavia l'autore non è totalmente assente. Egli interviene talvolta a raccontare un'azione nei minimi dettagli, o a correggere un'affermazione e a smentire gli autoinganni che Alfonso Nitti perpetua. Possiamo quindi affermare che "Una Vita" è un romanzo psicologico a due voci, quella del personnaggio-inconscio e dell'autore-occhio critico.

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I personaggi

Per comprendere a fondo "Una vita" è importante analizzare da vicino le figure di due personaggi in particolare: Macario e Maller. Il primo rappresenta il Rivale ed il secondo il Padre. Macario è tutto quello che Alfonso non riesce ad essere: brillante e determinato. In un primo momento il protagonista sembra cucire un'intesa con Macario, ma la disparità e la dinamica con Annetta innesca un meccanismo di gelosia e confronto, a sottolineare l'incapacità di Alfonso di gestire i suoi rapporti. Maller invece rappresenta, in senso antagonistico, la figura paterna. Una figura che Alfonso ricerca disperatamente, forse nella direzione sbagliata.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Ripassare letteratura italiana e francese del periodo
  • Leggere il tratto in cui l’ideologia della vita viene spiegata attraverso il volo dei gabbiani
  • Leggere la biografia di Italo Svevo
  • fare una mappa concettuale
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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