Breve analisi di "De Bello Gallico" di Giulio Cesare

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Introduzione

Fra il 58 ed il 50 a. C. Giulio Cesare compose una delle sue opere più importanti: i "Commentarii De Bello Gallico". Sette libri, nei quali vengono narrati, secondo lo stile tipico dei "Commentari", gli eventi salienti di ogni battaglia durante la conquista della Gallia: un resoconto militare, indicazioni di carattere temporale, etnografico e geografico sui popoli, appunti ben elaborati sui sentimenti vissuti durante le battaglie, sugli usi e costumi di ogni popolo. Di seguito, riportiamo una breve analisi, condotta per linee generali, circa i punti salienti dell'opera.

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Nel primo libro vengono riportati i tratti salienti della battaglia contro gli Elvezi. Il secondo libro racconta le rivolte delle tribù galliche nei confronti dell'esercito romano. I libri III e IV descrivono la campagna contro le popolazioni situate sulla costa atlantica, e le operazioni per evitare le infiltrazioni dei popoli germanici. Nel V libro è riportato il resoconto della spedizione dell'esercito romano in Britannia. Nel libro VI viene narrata la seconda spedizione in Britannia, lo sterminio e le devastazioni. Nell'ultimo libro, invece, Cesare riporta l'espugnazione della città di Alesia e la cattura di Vercingetorige.

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Premesso che l'opera fu scritta in occasione della battaglia condotta da Cesare in Gallia, i dubbi della critica riguardano l'anno preciso di composizione. Alcuni credono che Cesare abbia annotato, volta per volta, i tratti salienti delle operazioni militari e le informazioni da lui ritenute più importanti. Secondo altri critici, invece, il resoconto militare fu realizzato al termine delle operazioni militari, alla fine di ogni anno. Datazione incerta a parte, merita un'attenzione particolare lo stile dell'opera stessa. Il "De Bello Gallico"' adotta lo stile classico di un genere storiografico, quello del "commentarius "appunto, scarno e disadorno, composto in seguito alla raccolta di appunti personali, e importanti documenti storici.

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Un materiale grezzo indispensabile per la composizione, poi rielaborato in forma artistica, e ornato con orpelli retorici e stilistici. Nelle sue annotazioni personali, Cesare adottò la strategia di riportare anche i sentimenti vissuti dal suo esercito e da quello avversario, le ansie e le paure di entrambi, ed in particolar modo gli usi ed i costumi degli avversari. Questo approfondimento, aveva lo scopo di esaltare il valore stesso delle gesta di Cesare. Nella composizione del "De Bello Gallico", infatti, vengono spiegate le ragioni che avevano indotto Cesare ad attaccare ed invadere i popoli. Ogni azione militare, in questi termini, veniva giustificata: Cesare non appariva come l'ideatore e promotore, bensi' come il difensore, costretto dai popoli nemici ad agire e reagire.

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