Breve analisi di "Alla Luna" di Leopardi

Tramite: O2O 06/08/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Giacomo Leopardi fu un autore prolifico, iniziò a scrivere da giovanissimo e si dilettò nel comporre testi di svariata forma e natura. Nei primi anni dell'800 in Europa stava prendendo piede la cultura e la letteratura romantica, Leopardi aveva una formazione classica e arretrata per i suoi tempi, ma nel suo percorso letterario riuscì a assimilare e riproporre il più alto stile romantico. Fra le svariate raccolte dei suoi componimenti, Gli Idilli, è forse la più intima e autobiografica. Utilizzando un linguaggio limpido e colloquiale l'autore esprime > Qui di seguito una breve analisi di uno degli idillii leopardiani: "Alla Luna".

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Struttura

"Alla luna" è, come già detto, un idillio: cioè un testo poetico breve e con spiccate caratteristiche personali e soggettive. La datazione delle opere di questo periodo non è precisa, si suppone che Leopardi l'abbia composta nel 1819. Il testo poetico è composto da sedici endecasillabi sciolti, distribuiti in quattro periodi sintattici. Per fini analitici può essere divisa in due parti, dal primo verso al decimo e dall'undicesimo alla fine. I versi 13 e 14 sono stati probabilmente aggiunti più tardi (forse nel 1835) da Leopardi per prendere le distanze dalle sue riflessioni giovanili.

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Contenuto

Questo componimento è, sostanzialmente, un monologo dell'autore alla Luna, protagonista e spettatrice muta del suo poetare. L'aspetto relativo alla natura è ricorrente nella dialettica leopardiana, infatti quest'ultima è vista come una madre, un'amica ma anche un'avversaria spietata. Ogni volta assume aspetti diversi e in questo componimento è personificata - quasi trasfigurata in donna - nel satellite terrestre. Il lessico in questa fase è pervaso da parole che, sia fonicamente che semanticamente, esprimono pace e intimità.

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Spazio e tempo

Altri due temi ricorrenti nella poetica leopardiana sono lo spazio ed il tempo. L'autore esordisce rivolgendo alla luna un pensiero nostalgico, tornando indietro nel tempo a quando andava a "rimirarla" per lenire i propri dolori. La prima parte del componimento (dal verso 1 al 10) può essere suddivisa in due parti: quella dal verso 1 al 5 che riguarda lo spazio e quella dal verso 6 al 10 che riguarda il tempo. Nella parte fino al verso 5, Leopardi descrive un equilibrio tra lo spazio delimitato della selva e quello infinito rappresentato dalla luna, che illumina tutto dall'alto ed esercita sul mondo sottostante un potente fascino. Nella seconda parte (dal verso 6 al 10) si affronta invece il tema dell'equilibrio temporale, per cui il presente fa scaturire il ricordo del passato in una continuità scandita dalla costante del dolore. Il rapporto tra i due diversi momenti temporali si esprime ad esempio nel verso 9 con l'uso del verbo essere coniugato come "era" e poi come "è", al passato e poi al presente.

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Temi ricorrenti

Nella seconda parte del poema invece, dal verso 11 al 16, abbiamo l'esplicitazione del tema portante dell'idillio: "la ricordanza e il noverar". Leopardi si ritrova al cospetto della luna come molte altre volte nel suo passato, sente che nulla sia davvero cambiato, che il dolore e le pene siano le stesse. Eppure, il poeta, racchiude questo sentire d'indefinito e vago in un atto dolce e delicato. Ricordare il passato, nei suoi dettagli sfuggenti e anche nella sue sfumature più tristi, può essere gradevole ed intenso.. Come molti altri suoi scritti, anche in "Alla luna", Leopardi affronta il tema del ricordo con il pretesto di un anniversario di un giorno qualunque, tanto che il primo titolo del poema era proprio "La ricordanza". È questo uno dei fenomeni che, secondo il poeta, esaltano la compresenza nell'uomo di due sentimenti contrapposti: il dolore e il piacere. Questi sono confusi tra loro (ma non conciliati) in un'unica emozione, che è la caratteristica principale dell'animo umano.

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Forme retoriche

L'Idillio "Alla Luna" è inoltre ricco di figure retoriche, in più versi l'autore ricorre all'enjambements, e all'allitterazione, per favorirne la scorrevolezza ed il ritmo. Utilizza l'anafora e apostrofe per rivolgersi alla luna ( "O mia diletta luna" / "O graziosa luna") e poi ancora la metonimia, la metafora, l'iperbato, l' anastrofe e chiasmo.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • analizzare le figure retoriche nel dettaglio
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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