Appunti su John Milton e il "Paradiso Perduto"

tramite: O2O
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Introduzione

La letteratura è piena di scrittori che hanno lasciato traccia del loro pensiero attraverso le loro opere più famose. Studiare la vita di questi autori puo' aiutarci enormemente a comprendere meglio le scelte operate durante la stesura dei testi, capire il perché di certi pensieri e certi movimenti. Molti sono inoltre gli scrittori inglese che hanno contribuito ad arricchire la nostra cultura, tra questi non possiamo scordarci di John Milton, che ci ha lasciati un'opera davvero incredibile ed ancora oggi molto attuale.
John Milton è di certo tra i più noti e interessanti scrittori della letteratura inglese del 1600. È altresì il più celebre poeta inglese dopo William Shakespeare, nonché autore di svariate opere che hanno lasciato un segno nella cultura britannica e non solo. Collocato appieno nella sua epoca, Milton ci ha consegnato opere come "Areopagitica" (un trattato polemico sulla guerra civile inglese), e soprattutto il suo capolavoro, il "Paradiso Perduto". Ecco brevemente degli appunti sulla vita di John Milton e sul suo "Paradiso Perduto". Attraverso pochi e semplici passaggi cercheremo di far luce su quest'opera meravigliosa e spiegarla brevemente. Mettiamo all'opera quindi.

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Nascita e carriera

John Milton nasce a Londra nel 1608, figlio di un notaio. Frequenta l’Università di Cambridge, modificando il suo atteggiamento nei confronti del clero anglicano, tanto da rinunciare alla carriera ecclesiastica a cui sembrava in un primo momento indirizzato. Si dedica allo studio della storia, dei classici e della letteratura imparando di lì a poco a scrivere in latino, greco e italiano. Pubblica due poemi, (L’Allegro e Il Pensieroso), due opere teatrali, (Arcades e Comus) e 24 sonetti. Nel 1642 sposa la giovane Mary Powell, che non tollerava l'austerità del marito, e dopo poco tornò sui suoi passi. In seguito a questa esperienza, Milton compose dei pamphlets, tra cui Doctrine and Discipline of Divorce. In questa fase compose soprattutto pamphlets, dei libelli molto polemici, tra cui la famosa "Areopagitica", un trattato in cui Milton criticava la censura letteraria e la mancanza di libertà di stampa. Nel 1652 lo scrittore diviene cieco, ma continua comunque a pubblicare con l’aiuto di un segretario libelli religiosi e di stampo anti-monarchico. L’ultima fase della sua vita fu vissuta in povertà. L'opera più importante a tutt'oggi è il "Paradiso Perduto", che appartiene a quest'ultimo periodo, mentre è del 1667 il seguito, "Paradiso Riconquistato". John Milton muore a Londra nel 1674.

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La storia del Paradiso Perduto

Paradiso Perduto (Paradise Lost) è un poema epico in cui egli racconta l’episodio della tentazione di Adamo ed Eva e la loro cacciata dall'Eden. L’opera è suddivisa in 12 tomi e composta in blank verse, ovvero in verso libero. Per quest’opera Milton sceglie la forma epica per conferire solennità all'argomento, ispirandosi ai grandi poemi omerici come l’Iliade e l’Odissea. Personaggi principali dell’opera sono infatti Satana e Dio, ma anche Adamo ed Eva. Da una parte c'è quindi un primo nucleo tematico, costituito da Satana e dalla sua ribellione. L’angelo caduto è presentato come un eroe da emulare, ribelle si, ma capace di raggiungere i propri obiettivi. Infatti grazie al suo potere persuasivo e carismatico, convince gli altri angeli a perseverare nella ribellione contro Dio. Qui Satana è paragonabile agli eroi della letteratura greca antica, con doti come l’intelligenza di Ulisse ed il valore superbo di Achille. Satana è l’anti-eroe, l'antagonista epico. In contrapposizione a Satana troviamo Dio, creatore dell’universo. Egli è onnisciente e onnipresente, ed il poema inizia infatti con Dio che giustifica i suoi atteggiamenti verso l’uomo e ne parla con il Figlio. Il problema interpretativo del personaggio di Dio in Milton, è che egli viene rappresentato non come entità reale, ma come un’insieme di idee astratte. Il Figlio di Dio invece è lo spirito che diventerà Cristo, anche se non è nominato espressamente, non avendo ancora forma umana. Egli rappresenta la Misericordia e l’Amore, e deciderà volontariamente di morire per l’umanità.

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La figura di Adamo

Il secondo nucleo tematico è invece quello che riguarda Adamo ed Eva. Adamo è la prima creatura umana plasmata da Dio. Perfetto prima della caduta, ma contraddistinto anche dall'imperfezione e dalla sconsideratezza. Il suo intelletto e la sua razionalità superiore saranno perse a causa del suo errore, ed egli non riuscirà più a parlare con gli angeli del Cielo. Adamo inoltre vive un'intensa passione per Eva che non riesce a domare, e per questo la seguirà, anche a costo di disobbedire alla volontà di Dio. Eva è invece la seconda creatura generata da Dio. Un personaggio più passivo, poiché non è disposta ad apprendere la conoscenza in maniera diretta, ma vorrebbe acquisirla dallo stesso Adamo. Questa descrizione che Milton fa della donna può apparire misogina, ma in verità egli indaga il suo ruolo positivo nel mondo e nel vincolo del matrimonio. Egli assume come fonte primaria per la sua opera la Bibbia, ma anche autori come Edmund Spenser e Virgilio. Per quanto riguarda la nota stilistica dell'opera, si tratta di uno stile elevato e magniloquente, in cui l’autore utilizza un verso sciolto e una sintassi latina. Si tratta di un linguaggio complesso, pieno di latinismi ed arcaismi.
Il Paradiso Perduto risulta essere una delle opere più belle ed interessanti che siano state scritte negli ultimi secoli. John Milton ci ha lasciato un'opera incredibile che ancora oggi non smette di affascinare i lettori. Se ancora non avete avuto modo di leggerla non perdete tempo, arricchirete il vostro bagaglio culturale e una visione diversa e più umana della vicenda di Adamo ed Eva. Vi auguro quindi buona lettura.
Alla prossima

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