Appunti su John Milton e il "Paradiso Perduto"

Tramite: O2O 10/10/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

La letteratura è piena di scrittori che hanno lasciato traccia del loro pensiero attraverso le loro opere più famose. Studiare la vita di questi autori puo' aiutarci enormemente a comprendere meglio le scelte operate durante la stesura dei testi, capire il perché di certi pensieri e certi movimenti. Molti sono inoltre gli scrittori inglesi che hanno contribuito ad arricchire la nostra cultura, tra questi non è possibile non annoverare John Milton, che ci ha lasciato un'opera davvero incredibile ed ancora oggi molto attuale.
John Milton è di certo tra i più noti e interessanti scrittori della letteratura inglese del 1600. È altresì il più celebre poeta inglese dopo William Shakespeare, nonché autore di svariate opere che hanno lasciato un segno nella cultura britannica e non solo. Collocato appieno nella sua epoca, Milton ci ha consegnato opere come "Areopagitica" (un trattato polemico sulla guerra civile inglese), e soprattutto il suo capolavoro, il "Paradiso Perduto". Ecco brevemente degli appunti sulla vita di John Milton e sul suo "Paradiso Perduto". Attraverso pochi e semplici passaggi cercheremo di far luce su quest'opera meravigliosa e spiegarla brevemente. Mettiamoci all'opera quindi.

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Occorrente

  • Testi biografici
  • Testo de " Il Paradiso perduto "
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BREVE BIOGRAFIA

John Milton nasce a Londra nel 1608, figlio di un notaio. Frequenta il Christ' s College di Cambridge ed ha un ripensamento riguardo al proprio atteggiamento nei confronti del clero anglicano, in quanto rinuncia alla carriera ecclesiastica, a cui sembrava in un primo momento indirizzato. Si dedica allo studio della storia, dei classici e della letteratura, imparando di lì a poco a scrivere in latino, greco e italiano. Approfondisce in particolar modo i testi di Bembo, Francesco Petrarca, Dante e Torquato Tasso. Negli anni successivi viaggia molto tra Svizzera, Francia e Italia.
Tornato in patria, si stabilisce a Londra e qui si dedica all' insegnamento e alla scrittura di trattati su temi religiosi e politici.
Pubblica due poemi, (L?Allegro e Il Pensieroso), due opere teatrali, (Arcades e Comus) e 24 sonetti, nonchè un breve testo didattico dal titolo " Trattato dell' educazione " . Risale al suo primo periodo letterario anche il " Lycidas ", un' elegia pastorale in 193 versi, scritta nel 1637 in memoria di uno studente di Cambridge, in cui Milton affronta il tema della morte prematura.
Nel 1642 sposa la giovane Mary Powell, che, non tollerando l'austerità del marito, dopo solo un mese di matrimonio, abbandona il coniuge. In seguito a questa esperienza, Milton compose il pamphlet " Doctrine and Discipline of Divorce ". Scrisse, inoltre, diversi altri pamphlets, dei libelli molto polemici, in cui Milton attaccava l' istituzione ecclesiastica e auspicava il ritorno allo spirito della riforma ( Of reformation Touching Church Discipline in England ). Nella famosa "Areopagitica", Milton criticava la censura letteraria e la mancanza di libertà di stampa. Nel 1652 lo scrittore divenne cieco, ma continuò comunque a pubblicare, con l?aiuto di un segretario, libelli religiosi e di stampo anti-monarchico. Nel 1645 si riconciliò con la moglie. L?ultima fase della sua vita fu vissuta in povertà. L'opera più importante rimane il "Paradiso Perduto", che appartiene a quest'ultimo periodo, e viene pubblicata insieme a " Sansone Agonista ", una tragedia in cinque atti ispirata alle vicende bibliche di Sansone e Dalila. Nel 1671 esce il "Paradiso Riconquistato".
Nel 1652 muore la moglie e Milton si risposerà altre due volte e dalle varie unioni nasceranno sette figli.
Nel corso dell' ultimo periodo della sua vita, Milton affronta temi più strettamente teologici, in particolare in " Difesa del popolo anglicano " e " Trattato del potere civile nelle cause ecclesiastiche ".
John Milton muore a Londra nel 1674.

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I VIAGGI

Milton viaggiò molto durante tutta la sua vita. In particolare, dopo essere stato a Parigi, si recò in Italia, dove visitò Genova, Livorno, Pisa e Firenze. Qui si fermò due mesi e conobbe diversi letterati, tra cui: Iacopo Gaddi, Carlo Dati, Pietro Frescobaldi. A questo periodo risale l' incontro con Galileo Galilei " invecchiato nella prigionia dell' Inquisizione per aver pensato in astronomia diversamente da quanto pensassero i censori francescani e domenicani ", come scrisse nell' " Aeropagitica ". Molti particolari, a sfondo apologetico e polemico, relativi al viaggio in Italia, si ritrovano nella " Defensio Secunda " ( 1654 ).
Indi, dopo Siena, si recò a Roma, ove strinse rapporti amichevoli con le autorità politiche e religiose e con molti letterati dell' epoca, quali: l' Achillini, il Testi e Alessandro Cherubini. Nel corso di un ricevimento del cardinale Barberini, nipote di Urbano VIII e factotum del pontefice, conobbe la celebre cantante Eleonora Baroni, per la quale scrisse tre epigrammi latini: " Ad Eleonoram Romae canentem ". Lo stesso Milton ricorda l' amicizia con Luca Holste, protestante poi ritornato al cattolicesimo e direttore della Biblioteca Vaticana. Dopo due mesi, lasciò Roma per Napoli, ove conobbe Giambattista Manso, che era stato amico del Tasso e del Marino, ma fu costretto ad abbandonare l' idea di visitare la Grecia e la Sicilia, a causa delle notizie sulle lotte civili in Inghilterra.
Tuttavia, si fermò altri due mesi a Roma ( gennaio e febbraio 1639 ), disturbato, a suo dire, da complotti orditi a suo danno, di cui, in verità, oltre alla sua asserzione, non risultano ulteriori tracce. Al contrario, pare certa la buona accoglienza dal medesimo ricevuta ovunque e l' abitudine alla libera espressione del pensiero ed all' indipendenza del giudizio, con un eloquio schietto ed aperto. Successivamente, dopo essere passato per Lucca, si fermò due mesi a Firenze. Della sua visita a Vallombrosa sono una celebre testimonianza alcuni versi del " Paradiso perduto " ( I, 301 segg. ). Attraversò gli Appennini, per Bologna e Ferrara e si recò a Venezia.Quindi, lasciò l'Italia, dopo essere passato per Verona e Milano.Si recò a Ginevra dove ebbe fervide conversazioni con il teologo Giovanni Diodati, zio dell' amico Carlo, che proprio in quei giorni moriva. A lui dedicò i versi dell' elegia latina " Epitaphium Damonis ", composta al suo ritorno in Inghilterra. Come l' altra elegia il " Lycidas ", anche questa opera rivela la preoccupazione dello scrittore per lo sviluppo della sua carriera poetica.

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IL PARADISO PERDUTO I

Il Paradiso Perduto (Paradise Lost) è un poema epico in cui egli racconta l?episodio della tentazione di Adamo ed Eva e la loro cacciata dall'Eden. L?opera è suddivisa in 12 tomi e composta in blank verse, ovvero in verso libero. Per quest?opera Milton sceglie la forma epica per conferire solennità all'argomento, ispirandosi ai grandi poemi omerici come l?Iliade e l?Odissea.Lo scopo dell' opera è " di giustificare all' uomo le azioni del Signore " mostrando che la punizione di Adamo ed Eva è giusta perché essi peccarono in base al loro libero arbitrio, scegliendo deliberatamente il male invece che il bene. Personaggi principali dell' opera sono infatti Satana e Dio, ma anche Adamo ed Eva. Da una parte c'è quindi un primo nucleo tematico, costituito da Satana e dalla sua ribellione. L?angelo caduto è presentato come un eroe da emulare, ribelle si, ma capace di raggiungere i propri obiettivi. Infatti grazie al suo potere persuasivo e carismatico, convince gli altri angeli a perseverare nella ribellione contro Dio. Qui Satana è paragonabile agli eroi della letteratura greca antica, con doti come l?intelligenza di Ulisse ed il valore superbo di Achille. In contrapposizione a Satana troviamo Dio, creatore dell?universo. Egli è onnisciente e onnipresente, ed il poema inizia infatti con Dio che giustifica i suoi atteggiamenti verso l?uomo e ne parla con il Figlio. Il problema interpretativo del personaggio di Dio in Milton, è che egli viene rappresentato non come entità reale, ma come un insieme di idee astratte. Il Figlio di Dio invece è lo spirito che diventerà Cristo, anche se non è nominato espressamente, non avendo ancora forma umana. Egli rappresenta la Misericordia e l?Amore, e deciderà volontariamente di morire per l?umanità.

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IL PARADISO PERDUTO II

Il secondo nucleo tematico è invece quello che riguarda Adamo ed Eva. Adamo è la prima creatura umana plasmata da Dio. Perfetto prima della caduta, ma contraddistinto anche dall'imperfezione e dalla sconsideratezza. Il suo intelletto e la sua razionalità superiore saranno perse a causa del suo errore ed egli non riuscirà più a parlare con gli angeli del Cielo. Adamo inoltre vive un'intensa passione per Eva che non riesce a dominare, e per questo la seguirà, anche a costo di disobbedire alla volontà di Dio. Eva è invece la seconda creatura generata da Dio. Un personaggio più passivo, poiché non è disposta ad apprendere la conoscenza in maniera diretta, ma vorrebbe acquisirla dallo stesso Adamo. Questa descrizione che Milton fa della donna può apparire misogina, ma in verità egli indaga il suo ruolo positivo nel mondo e nel vincolo del matrimonio. Egli assume come fonte primaria per la sua opera la Bibbia, ma anche autori come Edmund Spenser e Virgilio. Per quanto riguarda la nota stilistica dell'opera, si tratta di uno stile elevato e magniloquente, in cui l?autore utilizza un verso sciolto e una sintassi latina. Si tratta di un linguaggio complesso, pieno di latinismi ed arcaismi.
Il Paradiso Perduto risulta essere una delle opere più belle ed interessanti che siano state scritte negli ultimi secoli. John Milton ci ha lasciato un'opera incredibile che ancora oggi non smette di affascinare i lettori. Se ancora non avete avuto modo di leggerla non perdete tempo, arricchirete il vostro bagaglio culturale e acquisirete una visione diversa e più umana della vicenda di Adamo ed Eva.

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