Appunti di storia: la rivoluzione di Luglio

tramite: O2O
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Introduzione

Dallo scoppio della rivoluzione francese nel 1789 l'Europa si era profondamente trasformata. La Restaurazione quindi non poteva essere un ritorno integrale al passato, in quanto in molti paesi c'erano stati dei mutamenti irreversibili. In Francia, ad esempio, non rinacque la monarchia assoluta, ma una monarchia costituzionale. La costituzione fu definita "charte octroyée", cioè "concessa" dal re Luigi XVIII. Fu creato un sistema a due camere, con una camera bassa eletta dai cittadini, e una camera alta, i cui membri erano decisi dal sovrano. Nonostante queste concessioni persistevano forti limitazioni alle libertà politiche. Ad esempio solo il re poteva proporre le leggi. Inoltre il suffragio aveva una base censitaria molto alta, quindi pochissimi francesi avevano il diritto di voto. La situazione divenne precaria nel 1830, all'indomani dello scoppio la cosiddetta rivoluzione di luglio: forniamo quindi degli appunti di storia utili per fare il punto della situazione.

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L'accentuazione dell'autoritarismo

Vi erano molte questioni lasciate aperte dalle guerre napoleoniche, ad esempio il problema dell'indennizzo ai nobili che durante la rivoluzione avevano subito la confisca dei beni, o le misure punitive da adottare verso i simpatizzanti della rivoluzione. Erano argomenti spinosi, che dividevano la politica francese tra coloro che chiedevano un ritorno rigoroso alle idee conservatrici e coloro che invece mostravano un'apertura verso i liberali. Questi due schieramenti politici si alternarono fino a quando diventò primo ministro Auguste Polignac, esponente degli ultras, cioè degli ultrarealisti, che favorì un ritorno all'autoritarismo.

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Lo scoppio della rivoluzione

La situazione divenne critica quando, nel marzo del 1830, la Camera venne sciolta e nelle elezioni di luglio l’opposizione liberale si rafforzò, conquistando una cinquantina di seggi in più. Il re ricorse allora a misure ancora più restrittive ed emise le quattro ordinanze di Saint-Cloud, per iniziativa del primo ministro Polignac, con le quali si limitava ulteriormente il diritto di voto. Inoltre si eliminava la libertà di stampa, si scioglieva il parlamento e si indicevano nuove elezioni. Il 30 luglio Carlo X abdicò in favore del nipote Enrico V, duca di Borbone. Frattanto, però i repubblicani democratici si insediarono nella sede del municipio con l’intento di proclamare la repubblica. Mentre i liberali costituzionalisti propendevano per una monarchia parlamentare affidata al duca d’Orléans, rivale dei Borboni.

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La sconfitta di Carlo X

Appoggiato dai politici consumati come Thiers e Talleyrand, il duca d’Orléans riuscì a far pendere la bilancia dalla propria parte. Ottenuta la carica di luogotenente generale del regno, il 31 luglio si recò all’Hotel de Ville per rendere visita al generale La Fayette e per assicurarsi l’appoggio dei repubblicani, riuscendo a ottenere il loro consenso. Intanto Carlo X fuggiva in Inghilterra. Luigi Filippo d’Orléans diveniva così re dei Francesi. La Francia quindi rimase una monarchia parlamentare.

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