Appunti di storia del Novecento

Tramite: O2O 10/10/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Il Novecento è stato un secolo importantissimo dal punto di vista storico, per gli stravolgimenti e gli eventi di portata mondiali che hanno sconvolto gli assetti internazionali. Secolo di sanguinosi conflitti, grandi rivoluzioni politiche e tecnologiche e caratterizzato da un lungo periodo di confronto tra le due importanti superpotenze che ha messo in atto una serie di conseguenze atte a dare l'avvio ad una guerra nucleare globale. Gli eventi fondamentali del secolo sono molteplici e complessi, ma cercheremo di offrirvi in breve e con sufficiente chiarezza una serie di appunti di storia del Novecento.

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La prima guerra mondiale

Il periodo a cavallo tra l'ottocento e il novecento fu caratterizzato da un dilagante ottimismo, da un forte dinamismo e da una decisa fiducia nel progresso. Le scoperte scientifiche gratificavano i sacrifici di coloro che dedicavano la propria vita agli studi ed agli esperimenti: la luce elettrica, la radio e l'automobile si stavano diffondendo. La qualità della vita e della salute umana stava migliorando grazie alla scoperta dei vaccini e del processo di pastorizzazione dei cibi. Questa atmosfera di ottimismo e fiducia nel progresso, però, celava in realtà' una situazione di forte tensione che non tardo'' ad esplodere. Antichi malesseri e nuove spinte nazionali stavano per dar vita al più grande stravolgimento mondiale mai avvenuto nella storia. Soprattutto l'emergente potenza tedesca stava meditando di insidiare il potere marittimo e commerciale della Gran Bretagna. Tra le nazioni europee andò sviluppandosi una sorta di corsa agli armamenti che vide potenziamenti degli eserciti e delle flotte, da un lato, e la nascita di complesse reti di alleanze dall'altro. Fu la presenza di queste reti di alleanze e di queste tensioni sopite che provocarono l'escalation di eventi che, in seguito all'assassinio dell'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando a Sarajevo, il 28 giugno 1914, portarono allo scoppio di un conflitto di dimensioni prima europee e poi mondiali.
Il conflitto, durato fino al novembre del 1918, vide confrontarsi i principali stati europei sia in Europa sia nelle colonie. Alla sua conclusione imperi storici vedevano il proprio tramonto (come l'Impero Austroungarico e quello Russo,caduto dopo lo scoppio della Rivoluzione animata da Lenin). L'Italia completava il processo di unificazione risorgimentale e annetteva i territori del Trentino e della Venezia Giulia.

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La rivoluzione russa ed i movimenti nazionalisti

La guerra ebbe effetti di lunga durata sulla situazione politica europea. Già nel 1917 in Russia, la popolazione stremata dal conflitto e dalla situazione di profonda crisi interna si ribellò. La rivoluzione e la conseguente guerra civile che si protrasse fino al 1920 rimodellarono l'assetto politico della Russia e portarono alla nascita dell'Unione Sovietica, il primo Stato che si ispirava alla dottrina marxista elaborata in linea teorica nell'ottocento, in cui gli insegnamenti ed il pensiero di Lenin vennero poi portati avanti dalla politica di Stalin. Sull'onda lunga della rivoluzione russa si ebbero moti rivoluzionari in Germania, nel 1918, che portarono alla fine del conflitto e alla nascita della Repubblica di Weimar. Caratterizzata da una pesante crisi economica e da forte instabilità politica, la repubblica tedesca riuscì ad entrare a regime solo nella seconda metà degli anni venti. L'Europa del primo dopoguerra fu, in genere, caratterizzata da una ripresa lenta dopo la forte crisi economica e sociale provocata dal conflitto. Tuttavia gli anni venti furono, in generale, un periodo di ripresa e di consolidamento delle democrazie in paesi come la Francia e l'Inghilterra. Diversa sorte toccò all'Italia che, nel periodo 1919-20, fu caratterizzata da instabilità politica e tensioni sociali provocate dall'espandersi del movimento operaio e, per contrasto, dalla nascita e sviluppo del movimento fascista. Lo Stato liberale, incapace di resistere all'avanzata del movimento fondato nel 1919 da Benito Mussolini, fu sopraffatto quando il re Vittorio Emanuele III, a seguito della marcia su Roma del 28 ottobre 1922, affidò al fondatore del fascismo l'incarico di presidente del consiglio, il 31 ottobre 1922. Nel giro di pochi anni Mussolini smantellò le istituzioni liberali e instaurò e consolidò il proprio potere e la dittatura fascista. Contemporaneamente in Germania Adolf Hitler gettava le basi per la nascita del movimento nazista che sarebbe stato protagonista della storia europea e mondiale nei venti anni successivi, trascinando le altre nazioni in un nuovo e più sanguinoso conflitto mondiale.

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La seconda guerra mondiale

I due regimi, fascista e nazionalsocialista, avviarono una collaborazione ed alleanza a partire dal 1935 fino alla stipulazione di un vero e proprio patto nel cosiddetto asse Roma-Berlino. Entrambi i movimenti ed i loro principali esponenti erano interessati a destabilizzare ed a stravolgere il quadro politico europeo e avevano mire espansioniste e coloniali. Il nazionalsocialismo perseguì con maggiore concretezza e decisione i suoi piani annettendo prima l'Austria e i Sudeti con il beneplacito di Francia e Inghilterra che volevano evitare una guerra. Nel 1939, infine, la Germania invase la Polonia e diede l'avvio alla seconda guerra mondisle, arrivando a occupare rapidamente buona parte dell'Europa continentale, inclusa la Francia, anche se fallì nel provocare la resa dell'Inghilterra. L'Italia, inizialmente estranea al conflitto, entrò in guerra il 10 giugno 1940, proprio pochi giorni prima del trionfale ingresso di Hitler a Parigi. Lo scenario di guerra si estese rapidamente alle colonie europee in Africa e all'Asia, dove il Giappone, alleato di Germania e Italia, perseguì le proprie mire espansionistiche sulla Cina e, nel 1941, provocò l'entrata in guerra degli Stati Uniti con un attacco alla flotta americana a Pearl Harbor. Sempre nel 1941 la Germania, seguita dall'Italia, iniziò l'invasione dell'Unione Sovietica. L'invasione dell'Unione Sovietica segnò la prima battuta d'arresto. Dopo la resa delle truppe tedesche a Stalingrado, nel febbraio del 1943, iniziò l'arretramento delle forze dell'Asse. Il 25 luglio del 1943 Mussolini, esautorato dal re, venne arrestato e sostituito dal maresciallo Badoglio. L'8 settembre del 1943, dopo una serie di massicci bombardamenti su tutta la penisola che non risparmiarono neppure Roma ad opera delle forze anglo-americane, l'Italia firmò un armistizio con gli Alleati che erano sbarcati in Sicilia e nel nord Italia fu formato un governo fantoccio, la Repubblica Sociale Italiana, guidato formalmente da Mussolini ma sotto controllo tedesco. Iniziarono due anni di guerra civile caratterizzati dalla nascita della Resistenza al centro-nord della penisola e che finirono con la Liberazione dell'Italia da parte degli Alleati il 25 aprile del 1945. La fine della Seconda guerra mondiale con la vittoria delle forze alleate vide il formarsi di due massicce potenze, quella americana e quella sovietica, che nei decenni seguenti si trovarono contrapposte in quella comunemente nota come guerra fredda.

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