Appunti di psicologia: il narcisismo

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

All'interno di questa guida, andremo a parlare di appunti di psicologia. Nel dettaglio, in questo specifico caso, tratteremo il tema del narcisismo. Proveremo ad impostare una riflessione semplice, che possa essere compresa da tutti e che risulti essere sintetica.
Buona lettura.
Con il termine “narcisismo” si indica un conformazione della personalità la quale, alle volte, assume l’entità di un vero e proprio disturbo dell’individuo. Nel significato psicologico, infatti, a parte l’utilizzo del termine nel linguaggio di uso quotidiano, il riferimento è volto sia a descrivere l’amore per se stessi, che può essere considerato normale, sia, in forma accentuata, la problematica definita come disturbo della personalità.

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All'interno della società attuale che ci circonda, ci sono diverse componenti nella quale si possono ritrovare i tipici tratti che da definizione vengono etichettati come narcisistici. Comunque, dev'essere introdotta una distinzione, al fine di poter arrivare ad una definizione specifica: il disturbo narcisistico della personalità. Sebbene nella persona affetta da questo disturbo sia comunque presente l’attitudine a coltivare relazioni interpersonali, tale attività non si sviluppa linearmente, ovvero nella concezione normalmente percepibile; in altri termini, è del tutto normale che una persona coltivi relazioni per il bisogno di socialità insito nella natura di ogni essere umano, ma sono presenti rilevanti differenze nelle modalità e nelle finalità delle azioni in tal senso intraprese.

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Per quanto riguarda gli scambi di carattere interpersonale, i soggetti che presentano tratti di narcisismo, hanno una fortissima predominanza nel comportamento classico, ovvero quello di andare a concentrare la propria attenzione esclusivamente su se stessi. Inoltre, l’espressione di un linguaggio del corpo risulta essere altezzoso e vi è un'elevata difficoltà nel provare empatia (proprio per l’attitudine a concentrarsi sull’io), aspetto quest’ultimo cui si ricollega anche l’incapacità di vedere le cose dal punto di vista altrui. Il piacere che l’individuo narcisista prova nel ricevere complimenti e ammirazione, lo spinge a vere e proprie adulazioni nei confronti di persone dalle quali poter trarre tali rafforzamenti, viceversa, detesta coloro i quali non hanno ammirazione per la sua persona, e, a tal proposito può ricollegarsi il discorso per il quale manifesta ipersensibilità all’insulto, seppur “immaginato” (Thomas). Troviamo un “utilizzo” degli altri, volto sempre ad appagare la sua personalità, senza alcuna preoccupazione sulle pericolose conseguenze scaturenti normalmente dall’uso delle altre persone, fino a giungere alla negazione del rimorso e della gratitudine. Inoltre, l’esaltazione della propria importanza, il vantarsi dei propri risultati (sottilmente ma con insistenza, come suggerisce Thomas). Allocandolo in una posizione intermedia tra l’autoerotismo e l’alloerotismo, dunque tra il volgimento della carica erotica su se stessi e il volgimento della stessa verso le altre persone. Come afferma lo stesso Freud, l’autoerotismo permane anche nella fase corrispondente al narcisismo primario, ma lo stesso non si limita all’immagine puramente sessuale, ma si rifà nel contempo ad una prima immagine dell’io, o ad una prima percezione unitaria del proprio corpo. .

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Da tenere sempre in considerazione che, per quel che concerne il narcisismo secondario, esso presenta in psicoanalisi (come si accennava nell’introduzione) anche una fase non suscettibile di essere descritta come patologica. La possibilità di esibizione data dai mezzi discussi, facilita notevolmente l’esplicarsi di tendenze narcisistiche, con la tentazione verso un culto eccessivo della personalità, parlando del mostrare continuamente la propria immagine, in varie versioni, anche molto intime, oltre che scritte e messaggi non aventi altro fine se non quello di affermare dinanzi ai propri conoscenti, ma anche, almeno potenzialmente, dinanzi al mondo intero, la propria personalità. Inoltre, non può mancare un accenno sul quadro delineato dalle nuove tecnologie, e dall’estensione comunicativa fornita dai social network in particolare, tale da contribuire alla definizione delle attitudini soggettive, tanto da far parlare di “narcisismo digitale”.

In ultima analisi, vi consiglio vivamente la lettura di questo articolo, concernente, anch'esso, il medesimo argomento che abbiamo trattato, in sintesi, all'interno di questa breve, ma utile, guida: http://letiziarotolopsicologabologna.over-blog.com/2014/01/il-narcisismo-nella-genitorialit%C3%A0-parte-1.html.

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